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LOCANA. Domenica di pellegrinaggio nel più grande santuario del parco

E’ diventata una tradizione ormai consolidata e amatissima quella della festa patronale di Sant’Anna che si celebra, come accade ormai da anni ininterrottamente, ogni ultima domenica di luglio, nel più grande Santuario Alpino del Parco del Gran Paradiso, in borgata Meinardi, 1476 metri sul livello del mare, a circa un’ora e mezza di agevole sentiero dalla frazione Fey di Locana. Un appuntamento che richiama centinaia di devoti e pellegrini:  negli ultimi due anni sono salite quasi un migliaio di persone, tanto che questa celebrazione si affianca per intensità di devozione e richiamo alla processione di San Besso in programma il 10 agosto in Alta Valle Soana,  sempre nel cuore del Parco.

La festa della Santa Madre delle Madonna, venerata come protettrice delle partorienti, raccoglie  sia i residenti che i villeggianti, sia soprattutto coloro che tempo hanno lasciato questi luoghi dove sono nati e cresciuti per motivi di lavoro e di famiglia, ma che non esitano a tornarvi a fine luglio in occasione di questa Patronale assai speciale, celebrata anche  la settimana successiva alla Messa alpina nella piccola e curata chiesa della borgata Fey. Proprio da qui infatti, secondo una storia ormai intrisa di leggenda e di agiografia religiosa, risaliva faticosamente il sentiero verso la Borgata Meinardi  una mamma con la sua bimba a fine Ottocento, entrambe reduci dalla Messa domenicale. La piccola, trafelata, si lasciò scappare una volta un’invocazione: ”Ah, se qui a Meinardi ci fosse una piccola Cappella per pregare!”.

Quella sorta di sogno ingenuo divenne realtà nel 1877, allorchè un gruppo di ardimentosi costruì l’originario santuario in pietra, affacciato su tutta la valle con una veduta mozzafiato. Quando tuttavia una valanga impietosa lo distrusse, i montanari non si arresero e lo ricostruirono più solido e grande nel 1891. Dopo alcuni decenni di devote preghiere e raccolte cerimonie, le case strette intorno a quella chiesa alpina vennero via via abbandonate dalle famiglie dei montanari che cercavano miglior fortuna e una vita più agevole nel fondovalle. Allorchè pure le ultime due famiglie lasciarono le casupole di quello che era divenuto un alpeggio, negli anni 70, il Santuario cadde in uno stato di abbandono. Nella seconda metà degli anni ‘80 un gruppo di volontari, capeggiati da Ezio Tuberosa, oggi consigliere e responsabile della Commissione per le manifestazioni del Parco del Gran Paradiso, lavorò con impegno per riaprirlo e restaurarlo. Nel 1983 ripresero dunque le solenni Messe con autorità e fedeli, dapprima in una Chiesa  che sembrava un cantiere, poi fra le navate ripulite e l’altare riportato al suo semplice decoro, divennero sempre più affollate quelle domeniche di fine luglio e intorno al Santuario furono riadattate alcune stanze per accogliere i pellegrini. Fu questo l’avvio del progetto di una casa religiosa alpina che  sembrava quasi una scommessa azzardata e che oggi è invece una bella realtà. Negli anni ‘80 e ‘90 il primo e più entusiasta fra i pellegrini fu proprio l’allora Vescovo di Ivrea Monsignor Luigi Bettazzi, poi nell’ultimo decennio anche il suo successore, Monsignor Arrigo Miglio, amava salire il sentiero a gradoni verso quella chiesa in pietra bianca e lodarne, così ebbe a scrivere, “quel percorso silenzioso che solleva lo spirito”.

Ezio Tuberosa, che negli ultimi anni ha voluto come ospiti della festa anche il Vescovo Monsignor Edoardo Cerrato e il Presidente del Parco Gran Paradiso  Italo Cerise, ha voluto inserire Sant’Anna fra gli itinerari di fede che animano e contrassegnano le montagne del Parco del Gran Paradiso, un risultato che premia il lavoro suo e dei volontari che hanno recuperato il Santuario e la borgata circostante salvandoli dall’amaro destino dell’abbandono toccato a tanti angoli delle nostre montagne e trasformandoli in una sorta di “luogo del cuore”.

Per domenica 29 luglio si replica dunque un pellegrinaggio che vi invitiamo a conoscere almeno una volta, se ancora non lo avete fatto: leggete di fianco le indicazioni e sappiate che come ogni anno la partenza è dalla Borgata Fey di Locana. Sul piazzale ci sarà anche un elicottero che dalle 9:00 accompagnerà coloro che vogliono salire a Sant’Anna dal cielo, mentre per chi vuole affrontare il sentiero il cammino è agevole e ben segnalato per un percorso di circa un’ora e mezza. Alle ore 11:00 la Santa Messa solenne celebrata  da don Davide Mussone con la presenza dell’ottima Cantoria Parrocchiale di Rosone, alle ore 12:30 il pranzo del montanaro con tanto di polenta, selvaggina e formaggi. Il pomeriggio la processione con la statua di Sant’Anna fra le strette viuzze della borgata e quindi un ricordo di Don Fernando Salvetti, il Parroco che sostenne con grande ardore il recupero del Santuario, incoraggiando i volontari e sollecitando i fedeli a sostenerli con offerte e ore di lavoro, in quel pezzo di montagna vicinissima al cielo, che proprio in queste settimane fiorisce di rose selvatiche semplici e odorose, quasi a celebrare una festa antica e amata anche con i doni umili e splendidi della natura montana.

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Blogger: Jessica Sinopoli

Jessica Sinopoli
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