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LIVORNO FERRARIS. Tenta investire figlia ‘all’italiana’, aperto processo

Si è aperto questa mattina in tribunale a Vercelli il processo a carico di El Mustafa Hayan, l’uomo di 53 anni di origine marocchina che lo scorso 15 marzo, nei pressi della sua abitazione di Livorno Ferraris (Vercelli), ha tentato di investire la figlia di 20 anni per la sua voglia di indipendenza e la volontà di vivere “all’italiana”. In aula erano assenti sia la giovane che l’uomo, attualmente agli arresti domiciliari presso la casa del fratello a Santhià, sorvegliato con il braccialetto elettronico. Il giudice ha stilato il calendario delle prossime udienze; la prima si terrà il 10 ottobre alle 9,30 con i testi del pm, nelle successive verrà esaminato l’imputato, difeso dagli avvocati Fabio Merlo e Andrea Fontana, e ci sarà la discussione tra le parti. La figlia Miriam è difesa dall’avvocato Anna Binelli. I legali di Mustafa, accusato di tentato omicidio aggravato dal vincolo familiare e maltrattamenti, avevano avanzato la richiesta di rito abbreviato, accompagnata da richiesta di perizia cinematica, ma è stata successivamente rigettata dal giudice per l’udienza preliminare che ha rinviato l’uomo a dibattimento. Il pubblico ministero nel processo a carico del marocchino è Davide Pretti. Il 53enne, al momento dell’arresto, si era giustificato dicendo che si era trattato di una “tragica fatalità” e che la sua intenzione “non era quella di ucciderla”.

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