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L’importanza del bue nell’alfabeto!

L’importanza del bue nell’alfabeto!
Se intuitiva è l’etimologia della parola alfabeto che deriva dalle prime due lettere usate nella scrittura, l’A e la B o, in greco, alfa e beta. Anche queste due prime lettere hanno però una loro storia od etimologia. Alfa deriva dall’ideogramma del bovino o aleph. Infatti, l’A maiuscola, come oggi conosciamo, era rappresentata rovesciata, ed in questa posizione è facile ravvisare il muso triangolare del bovino con le due corna rivolte verso l’alto, le “gambe” dell’A. Beta invece deriva dall’ideogramma di beth, che significa casa, che è rappresentata come un rettangolo diviso in due quadrati, due stanzette, rappresentate in pianta. Interessante è il posto assegnato alle prime due lettere dell’alfabeto: prima il bovino ed immediatamente dopo la casa. Adesso è necessaria una doverosa precisazione. Nell’antichità il bovino, con la sua testa, era la ricchezza. Il bovino era importante, pensate al ruolo del bue Api nella cultura egizia. La testa era inoltre la parte più importante e la ricchezza era definita dal numero di teste, o capita, da qui il termine capitale ancora in uso oggi. La casa quadrata, con due locali, non è più la tenda o la capanna circolare dei popoli nomadi, era il simbolo dell’insediamento stabile, quindi della città. Insomma all’inizio dell’alfabeto troviamo il capitale, bovino, e la casa la città. Da qui è nata la scrittura, prima con ideogrammi, come la testa del bue e la rappresentazione della casa, poi trasformati in simboli o lettere. Mentre il nomade, il pastore di pecore e capre, che viveva in capanne circolari di solito s’affidava alla memoria, il cittadino e soprattutto quello ricco, con molti capi di bestiame da contare aveva bisogno d’affidarsi alla scrittura. Ma quello che è singolare che il bovino viene prima della casa, non una semplice coincidenza, perché i bovini allora ed adesso erano e sono importanti nelle culture degli esseri umani e da lì si è sviluppato l’alfabeto che si è poi diffuso, sia pure con varianti grafiche, a tutto il mondo.
Favria, 14.12.2019 Giorgio Cortese

Il nostro Natale più bello è essere i veri portatori dell’amore di Cristo. Buon Natale!

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