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Liceo, Accademia senza dimenticare il Ginnasio

Liceo, Accademia senza dimenticare il Ginnasio.
La parola Liceo, deriva dalla mitologia greca, era l’appellativo di Zeus, che aveva un tempio sul monte Liceo, ma anche così era chiamato il dio Pan. Ma l’origine della parola Liceo, quello che diamo oggi nell’ordinamento scolastico deriva dall’attributo ad Apollo, nella sua origine mitologica ricollegandolo al fatto che Apollo era ritenuto sterminatore dei lupi, o al fatto che Apollo, subito dopo la nascita, sarebbe stato trasportato dalla madre in Licia, o infine, supponendosi che Apollo fosse una divinità solare, collegandolo alla radice della parola, candore, luce. Nell’antica Grecia vicino ad Atene c’era un santuario di Apollo Liceo e dove Aristotele aveva una scuola nella quale svolgeva il proprio insegnamento filosofico, più tardi il termine designò in genere luoghi pubblici in cui si tenevano esercitazioni letterarie e filosofiche, e divenne infine, per estensione titolo di scuole superiori, anche universitarie. Oggi nell’ordinamento scolastico moderno, ordine e corso superiore di studî secondarî, che ha precipuamente carattere formativo e culturale, in un ambito più ampio. Il Ginnasio nella Grecia antica era il luogo dove i giovani si allenavano per le gare atletiche e si esercitavano nudi nei giochi ginnici. Il lemma deriva dal latino gymnasium, che deriva a sua volta da due parole greche che significano, fare esercizî ginnici nudo. Divenne, con il passare del tempo, anche un luogo per il ritrovo e l’educazione. In esso si potevano tenere conferenze, lezioni, banchetti e anche rappresentazioni teatrali. Nell’età ellenistica il ginnasio costituisce il centro dell’educazione dei ragazzi dai dodici ai diciotto anni. Le testimonianze principali sono fornite dalle epigrafi, secondo le quali i ragazzi erano distribuiti in due cicli di studi, secondo l’età: i paides, ragazzi, dai dodici ai quindici anni; i neaniskoi o neaniai, giovani, dai sedici ai diciotto. Dopo i diciotto anni i ragazzi acquistavano i pieni diritti di cittadinanza e intraprendevano l’istruzione militare come efebi. A Pergamo, questa distinzione è confermata dalla presenza di tre ginnasi, uno per i paides, uno per i neoi e uno per gli efebi. Nella maggior parte dei casi all’istruzione dei paides sovrintende un pedotribo, a quella dei neoi un ginnasiarca, mentre a un magistrato superiore, il pedonomo, compete il controllo di tutto il sistema educativo. Oltre alla lettura, scrittura, matematica e filosofia, insegnavano musica, tiro con l’arco, giavellotto. Il maestro esperto in grammatica veniva chiamato grammatodidaskaloi. Al ginnasiarca spettava la guida del ginnasio, che spesso era regolamentato da una legge emanata dall’assemblea popolare della polis, detta legge ginnasiarchica, finalizzata a regolamentare le procedure di assunzione dei maestri, l’organizzazione e la tipologia degli studi, l’amministrazione del luogo. Talvolta il ginnasio tendeva a rivendicare la propria autonomia, anche a scapito della volontà di controllo della polis, insistendo a scegliersi da solo il ginnasiarco od opponendosi all’emanazione della legge ginnasiarchica. In alcuni casi il ginnasio, quale luogo di aggregazione della gioventù, si è trasformato in nucleo di rivolta sociale, come avvenne a Creta, nella città di Lyttos, devastata per diversi giorni, verso la fine de III secolo a.C., dalla ribellione dei giovani contro i vecchi, nata proprio negli spazi del ginnasio. In età moderna, il Ginnasio è un corso di studî classici diversamente regolato nei singoli stati. Nell’attuale ordinamento scolastico italiano, corso di studî superiore, costituito da un biennio, quarta e quinta ginnasio, cui si può accedere dopo aver conseguito la licenza di scuola media, e al termine del quale si accede al liceo classico. Fino al 1940 esistevano due corsi di ginnasio, uno inferiore, di tre anni, corrispondente alla successiva scuola media, e uno superiore, rimasto nell’ordinamento attuale, in cui si intraprende lo studio del greco. Accademia, prende il nome da Accademo, oppure Ecademo o Echedemo, un eroe greco che, secondo la leggenda, rivelò ai fratelli Dioscuri, Castore e Polluce, il luogo dove era tenuta nascosta la loro sorella Elena, rapita da Teseo quando era ancora bambina. Quando morì la sua tomba, situata alla periferia di Atene e circondata da un bosco sacro, finì per dare il nome ad un quartiere della stessa città. Nelle sue vicinanze, secondo la tradizione, nel 387 a.C. Platone vi fondò la celebre scuola filosofica, che prese appunto il nome di Accademia. Qui Platone scrisse i suoi dialoghi a Aristotele seguì le lezioni del maestro fino alla sua morte.
Favria, 22.01.2020 Giorgio Cortese

Bel temp a San Vincens promèt gran e forment, bel tempo a San Vincenzo promette grano e frumento, con forment però si intende il grano saraceno.

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