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Renzo Secreto, ex commissario dell'Asl To 4

L’ex commissario Asl ai giudici: “L’emodinamica serviva al territorio”

L’anno precedente l’Asl To 4 aveva speso un milione di euro con la clinica Villa Pia: personalmente, ritenni che fare una convenzione con quel centro non solo ci avrebbe permesso di risparmiare almeno la metà della spesa, ma ci avrebbe anche dato l’opportunità di aprire un laboratorio che era da anni pronto, all’ospedale di Chivasso, e che aveva comunque dei costi per l’azienda senza nemmeno essere mai entrato in funzione…”.

Renzo Secreto, difeso dall’avvocato Chieppa, s’è presentato nell’aula 45 del Palazzo di Giustizia di Torino.

L’ex commissario dell’Asl To 4 è coinvolto nel processo “Sanitopoli” per la vicenda legata all’apertura del laboratorio di emodinamica di Chivasso, avvenuta nel maggio 2011. Centro poi chiuso appena quaranta giorni dopo. Per la Procura, quell’apertura del servizio sarebbe dovuta avvenire con un bando di gara e non con un affidamento diretto, così come invece è stato. Il sospetto è che sia stata condizionata dalle pressioni per le elezioni amministrative di Chivasso, che cadevano proprio nel mese di giugno di quell’anno. E per la pubblica accusa il fatto che ci fossero disposizioni per chiudere sei emodinamiche nel territorio regionale non collima con l’apertura di quella chivassese.

Il pronto soccorso di Chivasso ha circa 60, 65 mila passaggi all’anno – ha spiegato Secreto al collegio giudicante -, magari nel vostro immaginario si tratta di una piccola cittadina, ma non è così perché il bacino di utenza è molto ampio. Quando divenni commissario mi ritrovai con due apparecchiature, costate 500 mila euro l’una, a Chivasso e a Ivrea, inutilizzate. In più, con garanzie scadute. In questo scenario, c’era una sensibilità del territorio all’attivazione del servizio”.

Potevo contare su tre emodinamisti a Ciriè, ma un’equipe di emodinamica per essere davvero operativa su un territorio come il nostro doveva averne almeno quattro, che ruotassero su più turni e sull’intera Asl – ha proseguito Secreto -. In più, c’era un primario a Ivrea che, poiché non era in buoni rapporti con quello di Ciriè, per le visite di emodinamica mandava i pazienti a Villa Pia. A Chivasso avevo due medici emodinamisti: uno bravo, che però se ne andò da lì a poco a Vercelli, visto che il laboratorio era chiuso. Ed un’altro che era, per così dire, da formare. Da qui l’esigenza di collaborare con altre realtà”.

Provammo, io e il primario di cardiologia di Chivasso, il dottor Pinneri, a proporre una convenzione con gli ospedali Maria Vittoria, Mauriziano e Giovanni Bosco di Torino – ha proseguito Secreto -. In un primo momento sembravano interessati, poi però ci risposero picche. Non ci rimaneva che rivolgerci a cliniche private: ce n’era una ad Ivrea, ma il dottor Pinneri me la sconsigliò, e allora pensammo a Villa Pia. In verità c’era anche la Cellini, ma lì avevo lavorato e non mi sembrava opportuno”.

A Secreto la Procura contesta il fatto di aver aperto il servizio senza un bando di gara. Su questo si sono concentrate le domande del pm Paolo Toso.

Io sono stato commissario per un anno, non potevo far progetti a lungo termine e pensavo che, visto che il piano sanitario regionale sarebbe entrato in vigore da lì a poco, nelle more della scelta della Regione su cosa fare di quel macchinario, pensai che potevo venire incontro alle esigenze del territorio affidando l’incarico direttamente – ha spiegato Secreto -. D’altronde, si trattava di avere semplicemente un emodinamista in più che, tra l’altro, si portava anche la sua attrezzatura a Chivasso. Da medico, mi sembrava una soluzione intelligente. In più, avevo il parere positivo del direttore amministrativo e quello dell’ufficio legale dell’Asl. Io in cuor mio penso di aver fatto giusto, non di aver sbagliato. Lo dissi anche a Paolo Monferino (ex assessore regionale alla Sanità), che mi rispose: ‘avete fatto una bella coglionata’. Io gli dissi: ‘allora mi dica lei cosa fare’. Non si fece più sentire…”.

Non so se in Italia ci siano altri esempi di affidamenti diretti come questo – ha replicato Secreto incalzato dal pm Toso -, so solo che si trattava di un servizio che davo ai chivassesi per sei mesi e che faceva risparmiare tanti soldi alla mia azienda. Se avessi fatto una gara d’appalto, non sarebbe stato possibile aprire il laboratorio. Siccome ero commissario per un solo anno, io dovevo portare a casa dei risultati nel breve periodo. E se devo dirla tutta, l’Asl di Ivrea nel 2003 ha affidato con identica modalità la risonanza magnetica ad una clinica eporediese. Ed è una collaborazione che va avanti da anni…”.

L’apertura dell’emodinamica è stata una scelta mia – ha concluso – ed è una mera coincidenza che sia avvenuta in corrispondenza delle elezioni. Gambarino? Lo vidi qualche volta, nell’ufficio dell’assessore regionale Ferrero, ma non si fermò mai al tavolo con noi a discutere di questo…”.

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