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l’erba cerea

L’erba cerea
Già i Romani facevano uso di quest’erba mediterranea dall’intenso profumo, Satureia hortensis, per aromatizzare salse e aceto chiamata in Piemonte erba cerea. Fin dall’antichità, venivano attribuite alla santoreggia proprietà afrodisiache, i Greci la dedicavano a Dioniso, capace di far perdere a uomini e donne le inibizioni perché potessero lanciarsi in danze sfrenate e liberatorie. Questi precedenti fecero si che ai monaci medievali fossero vietati la coltivazione e il consumo della pianta. Santa Ildegarda raccomandava comunque la santoreggia quale rimedio contro la gotta, la paralisi e la diarrea. Nel Rinascimento venne definita ‘salsa dei poveri’, e nel XVII secolo era consigliata dal medico Pietro d’Argellata, sotto forma di decotto nel vino, per curare le ulcere della bocca. Oggi la santoreggia è diffusa anche nell’Europa centro-settentrionale e nell’Asia occidentale, e fa parte di molte miscele di erbe: entra per esempio nella composizione delle erbe provenzali e in quella del mazzetta aromatico tedesco, che la mescola a sedano, prezzemolo e aneto. Eccola poi nello khmeli-smeli georgiano, comprendente inoltre maggiorana, aneto, basilico, eventualmente prezzemolo, menta e foglie di coriandolo, e in un misto bulgaro, dove fa degna compagnia a paprica, basilico, e aglio. Sempre in Bulgaria, la santoreggia è protagonista di varie preparazioni, tra cui il piatto nazionale, involtini di cavolo farciti con cipolla, riso, carne trita, prezzemolo, aneto, paprica, pepe e appunto santoreggia. Molte cucine preferiscono utilizzare l’erba acciuga, come viene anche chiamata la santoreggia, per condire verdure e soprattutto legumi. Il gusto intenso e aromatico della santoreggia, lievemente pungente, si sposa a meraviglia anche con cavoli, zucchine, patate, funghi, pomodori e molti altri ortaggi. Non è consigliabile farla cuocere a Iungo, meglio aggiungerla a fine cottura. La fitoterapia moderna ha confermato molti usi attribuiti alla santoreggia dalla medicina popolare, che ne esaltava le proprietà antisettiche e stimolanti per l’intelletto. La tisana può servire per gargarismi contro il mal di gola, strofinarne una foglia sulle punture d’insetti è utile ad alleviare il fastidio e il gonfiore.Avere in balcone in piccolo vaso di santoreggia è un piccolo orgoglio, la ricompensa rispetto ad un modo di vivere in armonia con la natura.
Favria, 20.08.2014 Giorgio Cortese

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