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Il presepe di Gabriella Brassiolo tradizionalmente esposto in villa Violante

LEINI. Presepe bandito dalla scuola elementare, è bufera fra i fedeli

Presepe bandito dalle scuole elementari, i fedeli insorgono contro il preside. In paese da giorni non si parla d’altro: i corridoi e i cortili della scuola Anna Frank sono offlimits per San Giuseppe, la Madonna, i Magi, il bue e asinello. Lo annuncia il dirigente, Piero Bottale. “Non ci sarà nessun presepe nell’atrio e nelle aree di pertinenza della scuola. Sono escluse le classi, dove le maestre – se vogliono – possono fare ciò che ritengono opportuno. Lo abbiamo deciso per motivi di sicurezza, di organizzazione e anche di rispetto della cultura di tutti”.

 

 

In virtù di questa direttiva, Leini dirà addio al presepe dell’Unitre realizzato da Gabriella Brassiolo che da anni ornava il cortile di villa Violante. Da quest’anno, infatti, nei locali dell’Unitre sono state trasferite alcune classi e dunque oggi l’area è pertinenza scolastica. “Se vogliono il presepe lo facciano nell’area in cui non passano i bambini, vicino ai vigili, magari recintandolo” prosegue Bottale.

 

 

La decisione sta scatenando reazioni veementi, specie all’ombra della parrocchia. Da quanto emerge da ambienti parrocchiali, domenica uscirà un numero del bollettino piuttosto infuocato contro il “laicismo” della dirigenza scolastica. Ma anche buona parte dei genitori sono sul piede di guerra.

 

 

Bottale approfondisce: “Prima cosa, non ho mai ricevuto alcuna richiesta formale di allestire un presepe a scuola. Comunque non lo metteremo, per tre motivi. Primo, la sicurezza: non è il caso di avere arredi del genere dove corrono i bambini: è notizia fresca di una collega multata di 1200 euro perchè nella sua scuola era cascato un poster facendo male a un bambino. Secondo: nelle vacanze di Natale tinteggeremo la scuola. Che faccio, sposto il presepe? Terzo: c’è un problema di rispetto della cultura di tutti. Accelerare l’integrazione significa anche rispettare il pensiero delle persone, senza giungere a lettere di avvocati che intimano di eliminare i simboli religiosi”. Ma di queste lettere ne sono già arrivate? “Non ancora. Ma ho ricevuto lamentele da parte di qualche genitore che sostiene che alcune maestre hanno trattato il Natale in termini eccessivamente religiosi. Detto questo, le decisioni spettano al consiglio d’istituto. Ma cosa faccio, convoco un consiglio straordinario per parlare del presepe? Non lo faccio per le spese importanti…”. Insomma, ormai è deciso: il presepe sta fuori. Nè il Comune farà nulla per “riabilitarlo”. Il terreno su cui sorgeva il presepe in villa Violante, benchè quest’anno sia stato destinato alla scuola, è comunale. Ma il sindaco Gabriella Leone allarga le braccia: “Esiste un’autonomia scolastica e noi non possiamo intervenire, se il consiglio di circolo prende delle decisioni…”.

 

 

In ogni caso la vicenda scatenerà fiumi di polemiche. In primis da parte dell’artefice del presepe di villa Violante, Gabriella Brassiolo. “Non sono molto credente, ma al presepe ci tengo, è un simbolo culturale oltre che religioso. Le mie statue rappresentano gli antichi mestieri, i bambini venivano a visitarle gli anni scorsi. Il sindaco mi ha detto di spostarlo dove ci sono i vigili. Ma il presepe è sempre stato lì, è nato per stare lì e lì deve stare. Se no non lo metto proprio. È una questione di principio”.

 

lorenzobernardi@giornalelavoce.it

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