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LEINÌ. Il Prefetto “chiude” tutte le feste Dito puntato anche su fiere e mercati

Addio alle feste in piazza e tanti saluti alla sagre di paese. Alle costine e ai salsicciotti. Ai tomini al verde, piccanti e agli agnolotti. Alla birra che scorre a fiumi. Alle serate danzanti e alla disco-music. Addio a tutto ciò che ha il sapore dell’estate e che da sempre ha accompagnato la nostra vita, da giugno a settembre, un fine settimana dietro l’altro, senza soluzione di continuità.

E’ successo a Leini dove il sindaco ha fatto saltare la “festa dei saldi” che avrebbe dovuto tenersi sabato scorso. Ed è successo anche a Torino, con alcuni laboratori per ragazzi che da almeno una decina di anni, si tenevano ai Giardini Reali.

Colpa di una circolare del Ministero dell’Interno (circolare Minniti) datata 7 giugno che nei giorni scorsi è piombata come una scossa elettrica sulla scrivania di tutti i primi cittadini d’Italia.

Si scrive “Misure anti-terrorismo” e si legge, a chiare lettere che, da oggi in avanti, anche in seguito, ai noti fatti capitati a Torino, i sindaci prima di autorizzare una qualsivoglia manifestazione pubblica, devono pensarci e pure tanto. E poi, quando hanno finito di pensare, assumersi tutta la responsabilità di quel che capiterà.

Cosa dovrebbero fare per riuscire ancora a dormire la notte è presto detto. Per intanto mettere in moto, tutte le volte che occorre, una procedura articolata e complessa che non comincia e non finisce con il semplice parere favorevole delle commissioni comunali di vigilanza e del pubblico spettacolo, o con il vademecum dei vigili del fuoco.

Troppo poco. Ci va molto di più a cominciare da un “piano di sicurezza” vero e proprio, corredato da informazioni sulla capienza delle aree di svolgimento della festa, sulle previsioni di affollamento, sulle vie di fuga, sugli spazi per il soccorso. E poi un “piano di emergenza e di evacuazione”, un provvedimento specifico sulla somministrazione di alcolici e bevande di vetro e lattine, un elenco con le persone chiamate e formate per gestire un’emergenza. Infine metal detector, contapersone, telecamere di videosorveglianza eccetera, eccetera, eccetera…

Insomma il Ministero ha scritto una pappardella lunga come la quaresima e il Prefetto di Torino l’ha presa, bollata e controfirmata.

Roba da sgranare gli occhi e da mettersi a piangere. Perchè è evidente che i “piani di sicurezza” se li potranno permettere in pochi ed è altrettanto evidente che la gran parte della manifestazioni di paese, organizzate dalla volenterosa opera di Pro Loco e associazioni varie, non avrebbero gli strumenti e i soldi per assecondare alcunchè.

Non ce li hanno loro e non ce li hanno anche chi di mestiere fa questo. È il caso del Next Festival, organizzato da Dimensione Eventi, in programma a Torino dal 20 al 23 luglio. Gli organizzatori hanno comunicato che è saltato tutto. Tra gli ospiti  c’erano Ermal Meta, Fabrizio Moro, Salmo, Pfm.

Da un parte le ordinanze e le direttive romane, dall’altra le povere Amministrazioni comunali, gli uffici tecnici e i sindaci, lasciati soli a gestire i paesi, le tradizioni, la cultura e quella poca voglia che c’è –  e meno male che resiste –  di ritrovarsi tutti seduti attorno ad un tavolo, o sul palchetto a ballare valzer e tarantelle.

Molti se ne infischieranno, in tanti si adegueranno, non foss’altro che ad essere sempre ottimisti ci si potrebbe rimettere la camicia.

“Anche perchè – ci racconta un segretario comunale dei più scafati – al diavolo l’Isis, basterebbe una semplice scazzoattata tra giovani  a far scattare le indagini sulle misure adottate…”.

E c’è dell’altro. C’è che le nuove disposizioni, applicate a tutto ciò che si muove e che sta fermo, avranno dei risvolti anche sulle fiere e sui mercati, a cominciare da quello di Chivasso che si snoda in tutto il centro storico. In teoria, anzi no, nella pratica, lo si dovrebbe immediatamente portare da un’altra parte, cioè in un luogo idoneo al controllo e alla gestione del soccorso, dell’emergenza e della sicurezza. Il neo eletto sindaco Claudio Castello rischia grosso anche pensando alla patronale del Carletti.

Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, ma c’è da giurarci che le nuove disposizioni sembrano destinate ad aizzare una di quelle proteste che di così grosse non se ne erano mai viste prime…

l.l.m.

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