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LEINI. Polemica sui lavori alla scuola elementare Anna Frank

È solo l’ennesimo capitolo di una telenovela infinita. Continua infatti a tenere banco la polemica sulle opere di ristrutturazione nella scuola primaria “Anna Frank”. Venerdì scorso, durante l’ultima seduta del parlamentino leinicese, il consigliere d’opposizione Renato Pittalis (Cambia Leini) ha portato in consiglio un’interpellanza riguardante le certificazioni relative alla nuova manica dell’edificio scolastico della cittadina dei Provana.

“Facciamo il punto della situazione – ha chiesto Pittalis -. A gennaio 2017 abbiamo fatto un accesso agli atti, chiedendo documenti sui collaudi strutturali. Il certificato del collaudo strutturale è stato presentato dallo strutturista collaudatore 4-5 mesi dopo che i fruitori della struttura, sostanzialmente gli alunni, avevano occupato già i locali. Il verbale di collaudo tecnico-amministrativo, che un po’ riassume le vicende relative all’appalto, è stato redatto il 17 gennaio 2018, cioè 16 mesi dopo la fruizione della struttura scolastica. Il sindaco ha emesso un’ordinanza con la quale ha acconsentito l’utilizzo di locali che secondo noi in quel momento non potevano essere utilizzati, perché non c’era la documentazione necessaria per poterli considerare usufruibili. Se è pur vero che poi sono stati fatti i collaudi, è altrettanto vero che se i verbali si fanno un motivo c’è, ed è quello di verificare che quanto realizzato sia conforme alle regole di sicurezza. Non ci pare che i confini della correttezza tecnica siano stati oltrepassati, ma probabilmente non sono state valutate attentamente le conseguenze che potevano anche essere sfavorevoli per quanto riguarda la conclusine dei lavori”.     

A fare chiarezza ci ha pensato l’assessore all’Urbanistica, Valter Camagna, che ha letto la relazione dell’ufficio tecnico e del direttore dei lavori.

L’ufficio tecnico ribadisce che prima dell’emissione delle due ordinanze sindacali sono state verificate le condizioni per l’utilizzo in sicurezza delle porzioni di fabbricato oggetto delle due ordinanze stesse – ha letto Camagna -. Gli interventi ancora da completare riguardavano la scala metallica esterna e il miglioramento sismico della palestra, zone estranee alla porzione di fabbricato per la quale si è consentito l’utilizzo”. 

È arrivata poi la lettura della nota del direttore dei lavori.

Le citate opere strutturali – ha proseguito Camagna -. riguardavano la scala esterna di emergenza e il miglioramento sismico della scala, aree che non potevano in alcun modo inficiare del regolare utilizzo del piano terra. Il regolamento prevedeva che in assenza di collaudo, prima della consegna anticipata, si potesse procedere a effettuare le necessarie constatazioni per accettare che l’uso dell’opera fosse possibile in sicurezza, lasciando liberi i tecnici di valutare quali accertamenti fare prima di consentire l’uso in sicurezza della struttura”.

Considerata, dunque, l’esigenza dell’amministrazione “di disporre anzitempo di parte dell’edificio” e seppur non fosse ancora stato rilasciato il certificato di collaudo, la direzione lavori si è avvalsa delle possibilità, previste dalla legge, di individuare quali accertamenti eseguire per lasciare all’amministrazione la presa in carico parziale dell’opera. Una spiegazione, questa, che non è proprio andata giù al consigliere di minoranza.

“Il direttore dei lavori, proprio perché tale, non può fare affermazioni simili – ha sbottato Pittalis -. Il documento relativo ai collaudi è fondamentale e non può essere sostituito da valutazioni generiche, è inaccettabile. Parliamo di una scuola, andava gestito tutto in modo diverso, ridicole certe affermazioni!”. 

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Alberto Mancuso
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