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Silvia Cossu (M5S), al centroSilvia Cossu (M5S), al centro
Silvia Cossu (M5S), al centro

LEINI. Leone querela i cittadini, Cossu: “Denuncia ridicola, l’ennesimo capriccio”

C’è voluto poco per far sì che la notizia della decisione del sindaco Gabriella Leone di querelare un cittadino leinicese arrivasse all’orecchio di Silvia Cossu. La consigliera del Movimento 5 Stelle, dopo aver visto la delibera pubblicata sull’albo pretorio, ha imbracciato in quattro e quattr’otto la tastiera del pc e su Facebook ha diramato un comunicato fiume contro l’Amministrazione comunale.  Non sappiamo a quale grave “provocazione” si riferiscano i componenti della giunta e non conosciamo le persone chiamate a risponderne – ha scritto Cossu -. L’unica certezza è l’incoerenza di questa maggioranza che, per mano del suo vicesindaco, solo poche settimane fa, pubblicava un video con tanto di accuse e insulti ad una privata cittadina. Ma la cosa gravissima, a nostro giudizio, è l’utilizzo di soldi pubblici, e quindi di tutti i cittadini di Leini, per una denuncia ridicola e che si sarebbe potuta evitare con quel dialogo che cittadini e opposizioni chiedono da 5 anni! L’ennesimo “capriccio” della Leone e della giunta, costerà ai cittadini di Leini 3.045,12 euro. Questa è la loro idea di confronto e democrazia, pagata, però, con i soldi degli altri!”.  Tutto chiaro. Meno come faccia la grillina ad etichettare come “ridicola” la denuncia,  a parlare de “l’ennesimo capriccio”, se non si sa neanche quali siano le frasi ritenuti diffamatorie dalla giunta. Che l’Amministrazione comunale decida di spendere soldi per tutelare il buon nome del Comune è un segnale positivo. A maggior ragione perché, a quanto pare, gli eventuali insulti non sarebbero stati rivolti alla giunta, al sindaco oppure a qualche consigliere (qui il confine tra diffamazione e critica politica sarebbe più labile), bensì ad un funzionario comunale. Fatto sta che per capirci qualcosa, prima di sparare a zero in un modo o nell’altro, bisognerebbe conoscere i dettagli della vicenda. Dettagli che l’Amministrazione, per fare chiarezza e per trasparenza, dovrebbe diffondere pubblicamente.  D’altronde, e qui Cossu non sbaglia, la querela è pagata con i soldi pubblici. Quindi di tutti i leinicesi. E i leinicesi hanno il diritto di sapere come e perché vengono spesi i loro soldi, e se davvero ne vale la pena.

Leone replica

Intanto, dopo il comunicato a firma 5 Stelle, è arrivata la replica dell’Amministrazione Leone tramite nota stampa. “La libertà di espressione è sacra, la volontà di offendere e diffamare è invece perseguibile per legge – replica Leone -. Nei commenti in oggetto, infatti, si lascia intendere che nell’Amministrazione, nonché tra i dipendenti e i funzionari del Comune si sarebbero verificati sia ipotesi di reato di abuso di ufficio che ipotesi di reato di corruzione, che hanno compromesso gratuitamente l’immagine dell’Amministrazione cittadina nel suo complesso. Si tratta di accuse false, diffamatorie e fortemente lesive per tutta la macchina comunale che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di critica”.

Non manca la stoccata a Cossu. “Ci stupisce che un consigliere comunale non comprenda la differenza tra l’offesa ad un singolo e l’offesa a tutto un ente – conclude il primo cittadino – e ci stupisce altresì che lo stesso consigliere prima si erga a giudice, stabilendo che nelle parole di un amministratore (il vice sindaco Troiani NdR) ci siano offese ed elementi di diffamazione e poi, ammettendo candidamente di non conoscere i termini della vicenda, si arroghi il diritto di dire cosa si sarebbe e non si sarebbe dovuto fare”.

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Blogger: Manuel Giacometto

Manuel Giacometto
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