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Andrea Napoletano è il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle di Leini

LEINI. Il seggio “sballato” che cambierebbe tutto: 5 Stelle fuori dal consiglio, Lega dentro

C’è un seggio, il numero 13, che sta facendo venire il mal di pancia alla Lega. E il mal di mare al Movimento 5 Stelle.
A pochi giorni dal voto sono ancora tutti rintanati in qualche stanzino, calcolatrice alla mano, per capire quale sarà la composizione del consiglio comunale nei banchi della minoranza. Attualmente, in caso di vittoria di Gabriella Leone, finirebbero in opposizione due consiglieri del gruppo Pittalis, due del gruppo Faccilongo, uno del gruppo Rossin e uno del Movimento 5 Stelle. Il conteggio è complesso e non stiamo qui a spiegarvelo: basta dire che i pentastellati prendono un consigliere perché hanno portato a casa 33 voti in più delle liste del centrodestra.

Ed è qui che sta il patatrac. Perché a guardare il seggio 13 c’è da farsi più di qualche domanda.

Nel seggio 1 la Lega ha preso 58 voti, nel seggio 2 sono 61, nei seggi 3 e 4 sono 60, nel seggio 5 sono 72, nel seggio 6 sono 57. E così via. Il seggio in cui la Lega ha preso più voti è il seggio 11, dove ne ha portati a casa ben 95. Ne ha presi di meno nel seggio 16, ovvero 53. E il 13 che c’entra? Ebbene lì la Lega ne ha presi… zero. Nessun voto. Non serve essere dei geni di matematica e statistica per poter affermare che il risultato sembra impossibile. E il fatto è che cambierebbe tutto. Se il seggio 13 fosse in linea con tutti gli altri, ovvero con almeno una cinquantina di voti, entrerebbe il più votato della Lega – Sara Garino – al posto del candidato sindaco dei 5 Stelle. Insomma i pentastellati rimarrebbero fuori dal consiglio in qualsiasi caso.
Ma il seggio 13 rivela altre stranezze. Basta guardare i voti espressi crocettando i nomi dei candidati sindaco. Ad esempio: Gabriella Leone in tutti i seggi ha preso tra gli 1 e i 20 voti. Nel 13? 133.

Altro esempio: Andrea Rossin in tutti i seggi ha preso tra i 0 e i 4 voti. Nel 13? 106. Lo stesso discorso, con numeri spropositati, vale anche per gli altri candidati sindaco.

Tutto qui? Macché. C’è una terza stranezza. Riguarda la lista “Leini con Gabriella Leone”. In tutti i seggi porta a casa tra i 67 e i 105 voti. Nel 13? Solo 13 voti.

Insomma i conti proprio non tornano. E se è vero che alla Leone una manciata di voti non cambiano nulla, discorso contrario vale per Lega e Movimento 5 Stelle.

Tanto che Alberto Guglielmini, del Carroccio, grida già vendetta. “Abbiamo un nostro candidato che ha segnato i voti presi dalle varie liste, e per la Lega in quel seggio ha contato oltre 80 voti – spiega Guglielmini -. Nel verbale pubblicato sul sito del Comune ce ne troviamo zero. Ho già parlato con l’ufficio elettorale, noi vogliamo chiedere il riconteggio di quel seggio. O si riconosce subito l’evidente errore, o facciamo ricorso al Tar. Avere uno o due consiglieri cambia tutto per un gruppo politico. Se non oggi, se non domani, lunedì partirà il ricorso”. 

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Blogger: Manuel Giacometto

Manuel Giacometto
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