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Consiglieri di minoranza a Lauriano. Da sinistra Frediano Dutto e Adriano Borello

LAURIANO. Dutto e Borello aprono la campagna elettorale

Il nostro è un paese in coma”.

Frediano Dutto e Adriano Borello commentano così la decisione dell’amministrazione comunale di convocare il Consiglio sul bilancio, l’ultimo dell’amministrazione Casa, alle 18.30 di ieri sera.

I due, in Consiglio, non si sono presentati: uno perché di turno a lavoro, l’altro perché impegnato in un’assemblea di condominio.

Com’è noto, noi due non facciamo i consiglieri comunali di mestiere, ma siamo dei volontari – inforcano Dutto e Borello -. Abbiamo ovviamente rinunciato al gettone di presenza, mentre evidentemente c’è qualcuno che si comporta come se amministrare il Comune di Lauriano fosse un mestiere. Sarebbe molto più logico ed opportuno svolgere i Consigli comunali in orari serali, come accade di solito negli altri Comuni piccoli come il nostro”.

Alla fine del mandato comunale, non possiamo che trarre tanti tristi bilanci, compresa la considerazione che, in questi cinque anni, da parte del sindaco, della Giunta e dei consiglieri di maggioranza non c’è stata alcuna disponibilità ad un confronto democratico per il bene collettivo – continuano -. La minoranza, in qualsiasi realtà comunale, non ha il compito di distruggere, ma di indicare le cose che non vanno, per individuare delle soluzioni utili per il paese. Un utile confronto democratico che l’Amministrazione uscente non ha mai cercato: sopprimendo nei fatti la conferenza dei Capigruppo consiliari e comportandosi sempre come se la minoranza non esistesse, senza mai coinvolgerla, chiedere un semplice parere e comunque sempre con la precisa scelta di non stabilire una benchè minimo confronto con noi consiglieri di minoranza”.

A distanza di cinque anni – concludono -, vediamo i risultati di questa Amministrazione: un paese che sta morendo sotto ogni profilo e nel quale tra i cittadini serpeggia sempre più diffusa la sensazione di un lento, inarrestabile degrado.  Alle elezioni del prossimo 10 giugno, i cittadini dovranno decidere se proseguire con questo degrado, premiando chi ha portato Lauriano e Piazzo all’attuale livello di sonnolenza, oppure potranno scegliere se tramutare il sentimento di sfiducia in positività, voltando finalmente pagina. La scelta sarà anche tra chi considera Lauriano come un trampolino di lancio per tentare di andare a Roma o Torino ad occupare poltrone vellutate (ed anche ben remunerate) e chi invece vuole soltanto impegnarsi per Lauriano e Piazzo in una lista civica e non partitica, con l’unico obiettivo di lavorare per il paese, ridestandolo e facendo in modo che possa uscire dalla tenda ad ossigeno in cui è stato collocato. Bisognerà anche scegliere tra chi considera fare il sindaco di Lauriano come un mestiere e chi invece vuole rendere un servizio alla comunità da “volontario”, come deve essere”.

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