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LANZO – Una “Stolpersteine” per Moise Poggetto

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A vederla così, chiusa al traffico e affollata di donne e uomini di ogni età, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, di maestre e professori e di tanti alunni delle scuole cittadine, mercoledì scorso via Umberto I alle due del pomeriggio sembrava tornata indietro nel tempo a quel primo maggio 1945 quando lo scatto di un anonimo fotografo immortalò il rientro trionfale a Lanzo del leggendario comandante partigiano Natale Rolando, detto Rolandino, a guerra ormai finita. Quella fotografia mi fu fatta vedere per la prima volta nell’estate 2013 da Valeria Rolando, figlia di Rolandino, quando la intervistai in occasione della stesura del volume “La nostra Storia in Piazza” in cui raccontai la vita quotidiana di una ventina di famiglie lanzesi e mi è sempre rimasta impressa perché testimonia in modo vigoroso e immediato la voglia di libertà e di ritorno alla vita normale dei lanzesi dopo il Ventennio fascista e la Seconda guerra mondiale. A Ottant’anni dalle inumane Leggi razziali volute dal Regime Fascista per emulare l’odio verso gli Ebrei della Germania nazista, a riempire di volti gioiosi e festanti via Umberto I, proprio davanti alla casa di Natale Rolando, è stato un artista, tedesco, portatore di pace e di speranza, Gunter Demning (Berlino, 1947), che ha deposto l’ennesima “pietra d’inciampo” (Stolpersteine) per ricordare l’arresto, la deportazione e l’assassinio di una delle tante vittime innocenti di quelle Leggi razziali e dell’odio verso gli Ebrei seminato in tutta Europa dal nazifascismo. Una vittima che a Lanzo ha un nome importante e noto a tutti: Moise Poggetto che di Rolandino era parente acquisito e che fu lo sfortunato papà dell’indimenticabile Ines Poggetto – staffetta partigiana, insegnante, donna di cultura e dal grande impegno politico e sociale, poetessa – di cui Lanzo ha recentemente ricordato i dieci anni dalla scomparsa (nel 2017). Un nome, quello di Moise Poggetto, che deve però rimanere incastonato come una stella cometa nella memoria delle future generazioni e non solo nella grande storia della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo o nei ricordi personali delle persone più in là con gli anni. Ecco perché è stato bello vedere così tanti bimbi e ragazzini delle scuole di Lanzo, guidati dai loro docenti, presenti e attenti in ogni fase della cerimonia di posa della pietra che, per motivi pratici, è stata collocata sul marciapiede dell’Albergo Torino, esattamente dall’altro lato della strada rispetto all’ingresso dell’ultima abitazione liberamente scelta da Moise Poggetto, ovvero la sua abitazione di via Umberto I 56. Questo perché il lato sinistro di via Umberto I, salendo verso la Torre di Challant, non ha un marciapiedi e lì raramente si passeggia, mentre questa pietra deve poter essere “d’inciampo” per noi tutti ogni giorno che si percorrerà la via.

Di pietre d’inciampo, Gunter Demning ne ha già deposte quasi 60 mila a partire dal 1995 in 16 Stati europei e quella di Lanzo è una delle prime 37 collocate fuori dalla cinta daziaria di Torino. A ricordare questo evento solenne, seguito da una troupe della Rai, c’erano il Sindaco di Lanzo Tina Assalto e il vice Sindaco Fabrizio Casassa, l’assessore ai Lavori pubblici Cesare Lamberto e la Presidente del Centro di documentazione di storia contemporanea e della Resistenza nelle Valli di Lanzo “Nicola Grosa”, Ester Francesetti, insieme a Consiglieri comunali, Presidenti e membri dei direttivi delle più importanti Associazioni culturali di Lanzo. Una grande festa per riaccogliere simbolicamente a Lanzo uno dei suoi cittadini più sfortunati, Moise Poggetto, arrestato a Lanzo il 28 aprile 1944 e brutalmente ucciso nel Campo di concentramento di Auschwitz il 6 agosto 1944. Bentornato a casa, dunque, caro Moise.

#innamoratidilanzo

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Blogger: Vitaliano Alessio Stefanoni

Vitaliano Alessio Stefanoni
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