Home / BLOG / Lanzo – Le lane tracciabili e le filiere corte della moda protagoniste alla Fiera dell’artigianato a Cantoira 2019
L'intervento di Antonio Mauro al tavolo dei relatori con la Presidente di CNA Federmoda Rossella Calabrò. In prima Fila Claudia Comar, Mario Poma e Claudio Amateis (GAL)

Lanzo – Le lane tracciabili e le filiere corte della moda protagoniste alla Fiera dell’artigianato a Cantoira 2019

Ha destato grande interesse l’incontro promosso da CNA Torino, lo scorso 28 febbraio, al Circolo dei lettori, dal titolo “Le lane tracciabili e le filiere corte della moda”, per il ciclo #artigianatoedesign. L’obiettivo della serata, annunciato anche attraverso le colonne del settimanale La Voce, era quello di parlare della moda in modo responsabile, ovvero dal punto di vista della sostenibilità della produzione di tessuti e capi finiti sia dal punto di vista dell’utilizzo delle materie prime che del rispetto del lavoro. I relatori hanno fatto un focus sui prodotti di maglieria italiani, un tema di grande interesse per l’economia delle Valli Alpine piemontesi, sul quale si sono confrontati, con competenza, Claudia Comar, artigiana magliaia di Valdellatorre, in provincia di Torino; Antonio Mauro, ricercatore e consulente tecnologo tessile; Elisa Cavallo, veterinaria esperta di ovocaprini del Saluzzese, creatrice del marchio “Bela”, dopo il saluto introduttivo della Presidente regionale di CNA Federmoda Rossella Calabrò. In sala erano anche presenti anche alcuni ospiti di rilievo, quali gli amministratori del Comune di Vadellatore; il professor Secondo Rolfo, ricercatore del Ceris-Cnr che nel maggio 2016, a Moncalieri, aveva presentato il volume “Economia del tessile sostenibile: la lana italiana”, edito da Franco Angeli; il Direttore e il Presidente del Gruppo di Azione Locale Valli di Lanzo Ceronda Casternone, Mario Poma e Claudio Amateis. Il tema della serata è stato affrontato da due punti di vista: quello etico e quello economico. Parlare di lane rustiche italiane e comunque di filiere corte nella produzione dei filati in lana destinati alla maglieria significa, infatti, affrontare la questione della rivalutazione del valore economico ed etico della lana italiana proveniente dalla tosatura degli animali da allevamento, trasformando quello che oggi è, a tutti gli effetti, un rifiuto (non di rado smaltito in modo clandestino con un pesante impatto ambientale), in un prodotto interessante anche se, certamente, indirizzato a nicchie di mercato. Come ha ben evidenziato Antonio Mauro, persistono numerose difficoltà nella lavorazione delle lane rustiche: dalle fibre irregolari e pungenti, dal saldo problematico tra costo della materia prima e costi di lavorazione, dal lavaggio (nel 2018 è fallita la più grande lavanderia industriale di lane italiana, nel Bergamasco) alla resa (circa il 50% del prodotto raccolto dall’allevatore). Lo smaltimento della lana tosata delle pecore destinate alla produzione casearia rappresenta, tuttavia, un problema di non poco conto: secondo i ricercatori del Cnr, ogni anno si producono circa 8700 tonnellate di rifiuti da smaltire. La materia è però assai più vasta, in quanto accanto alle lane sucide che derivano dalla tosatura di animali da allevamento, vi sono quelle provenienti da centinaia di micro allevamenti di ovini destinati alla filatura (razze sarda, toscana, brogna, tingola, massese, biellese, appenninica), dai quali le aziende del comparto moda italiano posso approvvigionarsi in alternativa o in modo complementare alla classica lana merinos: si tratta di filiere produttive tracciate o tracciabili, all’interno delle quali è tecnicamente possibile risalire alle informazioni sui pascoli, l’alimentazione, i periodi di tosa e ogni fase di lavorazione del vello, dal lavaggio alla tintura alla filatura. Senza considerare che molte di queste lane possono essere usate rispettando le colorazioni naturali del vello dell’animale che può avere una gamma cromatica che varia, con differenti sfumature, dal panna al marrone. Ed in tal senso, l’esperienza di Claudia Comar, artigiana della Val Casternone, è stata illuminante: da anni, Comar seleziona lane pregiate a filiera corta per le sue produzioni rigorosamente eseguite a mano con le tecniche tradizionali della maglieria italiana. Una testimonianza che ha destato l’attenzione del Direttore e del Presidente del Gruppo di Azione Locale delle Valli di Lanzo Ceronda Casternone (Mario Poma e Claudio Amateis), area all’interno della quale opera la ditta Comar, tanto che insieme alla CNA già si sta pensando ad un’esposizione ragionata di prodotti tessili “naturali” durante l’edizione 2019 della Fiera dell’Artigianato a Cantoira, in alta Valle di Lanzo, coinvolgendo Claudia Comar con la sua maglieria a filiera corta; il marchio “Bela” che accanto ai filati in lana rustica e agli articoli di maglieria, realizza anche isolanti acustici e termici per l’edilizia (sempre con la lana rustica) e una gamma completa di prodotti di bellezza e di cura del corpo a base di latte di capra; e un gruppo di artigiane magliaie di Biella, capitanate dall’artigiana Annalisa Zegna che eseguiranno dal vivo piccole lavorazioni a telaio e proporranno articoli di maglieria in cotone e lana tinti in modo naturale. L’appuntamento per tutti coloro che vogliono saperne di più su questo affascinante argomento è quindi la Fiera dell’artigianato a Cantoira, organizzata da Gal e CNA in collaborazione con il Comune, la prima settimana di luglio.

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Blogger: Vitaliano Alessio Stefanoni

Vitaliano Alessio Stefanoni
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