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Ernesto Olivero al centro della fotografia di gruppo con l'assessore Fabrizio Casassa e il Sindaco Tina Assalto e i Presidenti delle Associazioni lanzesi

LANZO – Ernesto Olivero testimonial del volontariato

Bisognerebbe inventare una nuova parola per definire il volontariato vero, appassionato, responsabile. Perchè, per dirla alla Ernesto Olivero, essere volontari significa dire “Io ci sono e non vengo quando posso”. E’ racchiuso in questa bellissima espressione il significato più profondo del messaggio e della testimonianza di vita che Olivero ha voluto portare alle Associazioni lanzesi riunite in una giornata a loro dedicata, domenica scorsa, presso il Lanzoincontra, per ricaricare le batterie, fare il pieno di ottimismo ed essere pronti a ripartire per donare un po’ di sé agli altri. Riunite dal Sindaco Tina Assalto e dall’Assessore alla Cultura Fabrizio Casassa sotto il motto “Volontariato, quando le persone fanno la differenza”, c’erano quasi tutte le associazioni che operano sul territorio comunale, dalla Pro Loco al Comitato Ponte del diavolo, dalla Faro al Centro sociale e d’incontro, dal Cai al Ribaltino, dai Vigili del fuoco volontari al Centro di documentazione Nicola Grosa. Le parole di Ernesto Olivero, il fondatore del Sermig, hanno lasciato il segno, facendo breccia nel cuore e nella coscienza di tutti i presenti, perché Olivero rappresenta un modello a cui fare riferimento per chi sceglie di dedicarsi al prossimo. Olivero che incontra i grandi della terra e al tempo stesso i più umili, i terroristi pentiti che hanno macchiato di sangue la storia recente del nostro paese e gli extracomunitari senza fissa dimora venuti a cercare una nuova opportunità. Olivero che riceve quasi per sfida i ruderi del vecchio Arsenale di Torino di Borgo Dora, storica fabbrica di armi e quindi di morte, e che riesce a farlo diventare al di là di ogni aspettativa la casa in cui ogni notte trovano rifugio 2000 senza tetto, il luogo che sfama migliaia di poveri di cui nessuno si occupa, che toglie dalla strada donne e bambini abbandonati al loro destino e offre istruzione e formazione professionale a chi ne ha bisogno e attraverso di essa offre nuove chance a chi è stato troppe volte allontanato come un rifiuto dalla società perbenista. E tutto questo riesce a farlo grazie all’impegno di più di mille volontari e alle donazioni di migliaia e migliaia di persone da Torino e dal resto dell’Italia, ma anche da tanti paesi stranieri che hanno individuato in Olivero un uomo capace di moltiplicare ogni soldo ricevuto per ridistribuirlo a chi ne ha più bisogno, in modo trasparente e onesto. In questi quarant’anni di attività, Olivero può vantare un indice di moltiplicazione della ricchezza degno di un Premio Nobel per l’economia, se solola sua ricetta divenisse una formula matematica: più di 42 mila volte quanto ricevuto in dono. Una cifra che fa tremare i polsi, come quella del costo di ristrutturazione stimato del vecchio Arsenale di Borgo Dora appena ricevuto dall’allora Sindaco Novelli: 400 miliardi di vecchie lire. Una cifra apparentemente irraggiungibile da chi non aveva un quattrino, ma che con il passare del tempo, con la determinazione e l’aiuto di tanti è stata in qualche modo messa insieme, se non in denaro liquido perlomeno in beni e servizi equivalenti, consentendo di arrivare a quel miracolo sociale che è oggi l’Arsena della Pace.

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Blogger: Vitaliano Alessio Stefanoni

Vitaliano Alessio Stefanoni
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