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LANZO. Come utilizzare il marchio del “Prodotto di montagna”

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il nuovo Decreto firmato dal Ministro Centinaio, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, con le linee guida per l’utilizzo del marchio “Prodotto di montagna” per i prodotti di origine animale. Uncem ha confermato nelle scorse ore al Ministro e alle Regioni il massimo impegno per la diffusione e la promozione del marchio: un’ottima opportunità per l’azione culturale nei confronti di consumatori e produttori.

Per i prodotti di origine animale – scrive il Mipaaft nell’ultimo Decreto – il termine “Prodotto di montagna” può essere applicato se la porzione di mangimi prodotti in zona di montagna, somministrata agli animali e costituente la dieta annuale, espressa in percentuale sulla sostanza secca, non è inferiore al 50% per gli animali di allevamento diversi dai ruminanti e dai suini, 60% per i ruminanti, 25% per i suini. Le percentuali non si applicano agli animali transumanti nei periodi in cui sono allevati al di fuori delle zone di montagna. L’allevatore mette a disposizione degli organi di controllo le informazioni relative all’allevamento di montagna (numero, specie animale, codice Asl) e alla dieta annuale adottata.

Nel Decreto pubblicato invece in Gazzetta ufficiale nel mese di luglio 2017, vi sono le linee guida per tutti gli altri prodotti. L’indicazione facoltativa di qualità “Prodotto di montagna” è utilizzata unicamente per descrivere i prodotti destinati al  consumo umano per i quali sia le materie prime che gli alimenti per animali provengano essenzialmente da zone di montagna; nel caso dei prodotti trasformati, anche la  trasformazione, compresa la stagionatura e la maturazione, deve avere luogo in zone di montagna. Il marchio può essere applicato ai prodotti dell’apicoltura se le api hanno raccolto il nettare e il polline esclusivamente nelle zone di montagna. E ai prodotti di origine vegetale unicamente se le piante sono coltivate nelle zone di montagna. La trasformazione per la produzione di latte e prodotti lattiero-caseari può avere luogo al di fuori delle zone di montagna purchè gli impianti di trasformazione siano situati a una distanza non superiore a dieci chilometri dal confine amministrativo della zona di montagna.

Gli operatori che intendono utilizzare l’indicazione facoltativa di qualità “Prodotto di montagna” devono trasmettere l’apposito modulo allegato al Decreto alla Regione ove è situato l’allevamento o l’azienda di produzione dei prodotti di montagna o lo stabilimento di trasformazione dei prodotti. Le Regioni lo invieranno poi al Ministero.

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