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Il Ponte del diavolo sotto la neve di venerdì 1 febbraio 2019

LANZO – Cartolina da Lanzo Torinese

E’ il simbolo della nostra città e certamente uno dei monumenti più conosciuti del Piemonte. Sto parlando del Ponte del Diavolo di Lanzo Torinese che con l’ultima nevicata di gennaio è apparso per alcuni giorni in una luce diversa e affascinante. Da qui, idealmente, mando a voi tutti che mi leggete e ci leggete settimanalmente una singolare cartolina. Di quelle di una volta, scritte a mano, come non si usa più fare. Ne ho scritte tante da ragazzo. Appartengo a quella generazione di mezzo tra il Dopoguerra e i Millennials che ha conosciuto il piacere del pennino della stilografica graffiare la carta e che oggi, soprattutto per lavoro, usa abitualmente i più sofisticati sistemi di scrittura che la tecnologia mette a disposizione. Non scrivo cartoline da tempo, pur avendole amate, e da molto più tempo non ne ricevo. Eppure, proprio oggi mi sale la nostalgia per questo strumento di comunicazione che dall’invenzione del francobollo – il mitico Penny Black, Londra, 1840 – alla fine degli anni Novanta del secolo scorso ha imperversato nelle buche da lettere di mezzo mondo. Era una convenzione sociale, talvolta, inviare una cartolina dal luogo delle vacanze o da quello in cui si trascorreva anche solo un breve soggiorno. Una prova del viaggio, talvolta. Non molto diversamente da come siamo abituati a fare noi tutti oggi attraverso un’immagine inviata con wapp che non di rado è un selfie. “Eccomi, sono qui”, racconta il messaggio sullo smartphone. Eccomi, sono qui… Anche questa mia cartolina ideale vi dice la stessa cosa. La carta ce la metterà il settimanale La Voce dando spazio a questo mio breve saluto. Io ci metto il pensiero e le dita sulla tastiera del mio mini-pc-portatile. Per dirvi? Per dirvi che #lamialanzo è bellissima. Anche quando ci vieni per lavoro o per qualche noiosa pratica in Comune. Perchè qui anche le impiegate della pubblica amministrazione sono più gentili che altrove e perché qui la natura ha ancora il sopravvento sulle cose degli uomini. Ecco. E’ stata questa neve che copre ogni cosa con il suo gelido e tenero abbraccio ad avermi invitato a fare una passeggiata nel parco naturale del Ponte del Diavolo. Mi capita di rado di vederlo così. Tutto bianco. Qualcuno mi ha preceduto. La neve fresca conserva le impronte di un paio di persone che l’hanno già calpestata prima di me. Sono il terzo, quindi. E la cosa mi piace. In fondo, la mia non è stata un’idea troppo stravagante. Almeno condivisibile. Incontro solo una persona però. Un fotografo solitario che come me è incantato dalla bellezza della natura spoglia ed essenziale dell’inverno, ammantata di neve. Tutto appare ai miei occhi nella sua vera essenza. La luce, innanzitutto. E’ piena, vera, magari riflessa dalla neve, ma non filtrata dalle foglie, dai rami. Nessuna ombra. Solo luce bianca, tutto intorno. E’ bello vedere questo ponte in pietra che si avvia verso i suoi primi 700 anni di vita stagliarsi netto all’orizzonte tra la Stura e il cielo. Dapprima piccolo e poi sempre più grande, fino a scappare fuori dall’obiettivo della macchina fotografica. Prendo la neve in mano. E’ fredda e soffice. Caduta da poche ore. E penso a quanto sono fortunato. Perchè è sabato e la neve è caduta solo ieri. Non c’è ghiacchio, ma solo neve morbida su cui posare i piedi, affondare il passo. Cammino lentamente e penso a quanto appaiano lontane le preoccupazioni della settimana. E penso a mia mamma che tra poco tornerà nella sua amata Lanzo, anche se di lei rimarranno solo le ceneri. Ecco, forse è a lei che volevo scrivere queste righe. Ma è con tutti voi che mi leggete che ho il piacere di condividerle.

#innamoratidilanzo

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Blogger: Vitaliano Alessio Stefanoni

Vitaliano Alessio Stefanoni
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