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Dacia Maraini

L’altro ieri

L’anno che va chiudendosi porta con sé diversi libri interessanti. Tra i molti ne indico alcuni.

Andiamo per ordine. Per un cinquantennale «al femminile», ecco «Donne nel Sessantotto» (Il Mulino) del collettivo Controparola, promosso fin dal 1992 da Dacia Maraini. «Perché – dicono le autrici – il Sessantotto è l’altro ieri». Il volume indaga le biografie di sedici donne che – a loro modo – sono state delle eretiche e che, con le loro scelte e per le loro idee, hanno segnato un punto di svolta nella società. Come Franca Viola, la ragazza che disse di no al «matrimonio riparatore» di uno stupro; come l’autrice del celeberrimo libro «Dalla parte delle bambine», quasi un viatico per comprendere i condizionamenti culturali a cui le bambine erano (sono?) condannate. Come Carla Lonzi e il Manifesto di «Rivolta femminile» del 1970, la sua tormentata vicenda esistenziale e artistica, il suo lucidissimo pensiero politico «separatista». Ritratti di donne anche poco consuete nel panorama del femminismo, scelte perché hanno combattuto – ecco lo spirito del Sessantotto – i tabù del loro tempo: a voi scoprirle.

Dati i tempi e l’agenda setting dei media e della politica vi suggerisco di mettere gli occhi e l’anima sul bel libro di Marco Benedettelli «Chi brucia. Nel Mediterraneo sulle tracce degli harraga» (Vydia editore). Gli harraga sono persone in fuga che bruciano i loro documenti d’identità per passare illegalmente una frontiera e tentare l’Europa. Tra le prime pagine del libro c’è una mappa, una semplice carta dove sono indicati i luoghi di partenza e quelli di approdo di questa umanità in cammino. Tra Tunisi, Sfax e Tripoli, Lampedusa, Ventimiglia e l’Hotel House di Porto Recanati si snoda il viaggio del giornalista. Un lungo viaggio tra quelle realtà che «i fanatici dei respingimenti non vogliono vedere» e di cui questo diario da puntualmente conto.

Per interpretare il presente torna molto utile «Vox populi. Il voto ad alta voce del 2018», una ricerca condotta da Itanes (il Mulino). La ricerca ha interpellato 11 mila persone prima e dopo le elezioni del 4 marzo, indagando i flussi elettorali, il ruolo di giornali, televisione e socialmedia, il fenomeno Lega di Salvini e il Movimento 5 stelle, la crisi del Pd, eccetera eccetera, fino ad arrivare a testare il tasso di populismo che c’è in ognuno di noi. Ne emerge la battaglia comunicativa intorno alla rappresentazione della realtà e alle responsabilità dei due partiti, risultati poi vincenti alle elezioni, condotta «attraverso l’uso di meme, immagini e slogan postati su Facebook, di twett, retwett e hashtag su Twitter, di soud bites per i telegiornali». Insomma, per i ricercatori di Itanes è stato decisivo non tanto il contesto oggettivo ma il modo con cui «una realtà è continuamente incorniciata». 

Per concludere, non potete farvi mancare «Rituali Omicidi», quarto «noir» di Vito Montrone pubblicato da Undici Edizioni. Un avvincente romanzo a forti tinte, intriso di vicende torbide e assassini rituali, maturati al tempo delle ultime mondariso nel Vercellese, quando le lotte per i diritti dei lavoratori divennero legge con lo «Statuto».

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Blogger: Marta Rabacchi

Marta Rabacchi
Qualcosa di sinistra

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