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maddalena Rampello

La vita religiosa a Castellamonte tra età moderna e contemporanea

“La vita religiosa a Castellamonte tra età moderna e contemporanea. La vicenda della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo” è il doppio titolo del lavoro di Maddalena Rampello che affronta la questione della nuova chiesa parrocchiale e di quella “rotonda Antonelliana”, resti di un tempio titanico rimasto incompiuto. Nata a Ivrea il 10 ottobre 1992 e cresciuta a Castella¬monte, ha frequentato il Liceo Botta di Ivrea nel corso di studi “scientifico – internazionale” e dopo la maturità ha  conseguito la laurea triennale in Storia e la laurea magistrale in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Torino. Si tratta di un encomiabile lavoro di storia locale, appena stampato a Castellamonte per i tipi della Editrice tipografia Baima –

Ronchetti & C., un tema abbastanza inconsueto per una giovane studiosa. Lo spunto di partenza è costituito da precedenti ricerche degli storici locali, da individuarsi soprattutto in due opere: quella di Michelangelo Giorda con “La storia civile religiosa ed economica di Castellamon¬te Canavese” del 1953, quella di Giuseppe Perotti, “Castellamonte e la sua storia . Vicende e personaggi dalle origini ai nostri anni” edita nel 1980 e poi dall’intera storiografia castellamontese, come spiegato in premessa. 

Ma l’elemento più consistente per tracciarne la storia è stato lo studio dei volumi “Carte e memorie della Chiesa (1462-1849)” e gli “Atti di costruzione della nuova Chiesa”, conservati presso l’Archivio Parrocchiale, unitamente ai faldoni “Costruzione nuova Chiesa” e “Applicazioni comandate per i lavori della Chiesa”, conservati nell’Archivio Storico del Comune di Castellamonte, di un medesimo archivio privato, sempre in Castellamonte. Il tutto comparato con le carte relative alle “Risposte ai quesiti per la visita pastorale di Mons. Riccardi”, conservate presso l’Archivio Storico Diocesano di Ivrea e le “Materie ecclesistiche” conservate presso l’Archivio di Stato di Torino. Il lavoro prosegue con un’agevole e sintetico quadro politico e sociale che ripercorre le tappe fondamentali della  storia del centro nel suo contesto territoriale. Il successivo capitolo si inoltra nei lineamenti di storia religiosa in due parti: le forme di solidarietà cristiana e i luoghi di culto e spazi sacri. Il quarto capitolo è dedicato alla parrocchiale dei S. Pietro e Paolo e ai progetti dell’architetto Alessandro Antonelli divenuto celebre soprattutto per le opere realizzate  della Mole Antonelliana di Torino e della cupola di San Gaudenzio a Novara. Nata dall’esigenza antica di un luogo di culto più grande, da ampliamenti della preesistente chiesa, l’autrice ripercorre con abile scrittura le vicende che portarono al 9 giugno 1842 con la posa della prima pietra dell’opera grandiosa ispirata al Pantheon di Roma con una cupola capace di superare quella vaticana e la primavera del 1846 quando il cantiere venne chiuso e abbandonato quando l’amministrazione comunale aveva cessato di credere nel titanico progetto e interrotto i rapporti con l’autorità religiosa. Soltanto il 18 luglio 1875 fu inaugurata l’attuale chiesa parrocchiale esistente tra i muraglioni della “rotonda Antonelliana”. 

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Blogger: Fabrizio Dassano

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