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La storia insegna!

La storia insegna!
Nel corso del XIV secolo la Cina, all’epoca era la più sviluppata società del pianeta, ma visse una crisi sociale talmente grave che faceva credere che stesse arrivando alla fine. Ma, allora riuscì però a trovare, nel suo interno, delle oluzione che ricordano molto l’attuale situazione che viviamo, con soluzione che sono di una attualità sconcertante. Facciamo prima un passo indietro, nel segnalare che per circa tre secoli in Cina si verificano condizioni meteorologiche favorevoli, quello che in Europa viene chiamato Optimum climatico medievale, una fase di clima relativamente caldo attraversata anche in Europa nell’Alto Medioevo. La frequente presenza di alte pressioni avrebbero concorso a determinarne la ripresa agricola ed economica, questo periodo avvenne fra il 750 e il 1200 d.C. il nostro continente registrò valori di 1-1,5°C più alti di quelli attuali. Poi agli inizi del 1300, l’abbassamento della temperatura, con le immense alluvioni del 1310-1320 su Gran Bretagna, Francia e Belgio, avrebbe aperto le porte alla cosiddetta Piccola Età Glaciale tra il 1550-1850 d.C. Il peggioramento del clima in Cina con il calo delle temperature, l’alternarsi tra precipitazioni violente e lunghi periodi di siccità divennero la norma. Nel 1306, si registra dalle ormai inabitabili steppe mongole enormi colonne di disperati si riversarono nelle terre del Sud, ancora ricche di risorse. Un disastro umanitario che coinvolse più di tre milioni di persone, secondo i resoconti dell’epoca. Da allora la situazione divenne sempre più grave con la comparsa della peste nera che alcuni anni dopo raggiuse l’Occidente. La Cina allora era governata dalla dinastia di origine mongola Yuan, che di fronte ad una crisi imprevista e di enorme portata seguì il modello confuciano, mettendo in atto un gigantesco sistema di sussidi per la popolazione, erogando in grandi quantità grano e somme di denaro cartaceo a tutti i bisognosi. Da quanto si apprende dai precisi resoconti dei funzionari imperiali, questo sistema di aiuto in cibo e denaro divenne cronico ed in alcuni anni, come nel 1329, toccò anche il 20-30% del budget statale. Insomma un aumento delle uscite alla lunga impossibile da sostenere, senza che ci fossero altre politiche. I governanti Yuan come unica risorsa stampavano sempre di più cartamoneta, un sistema che oggi viene definito helicopter money, gettare denaro dall’elicottero. Quello che oggi la Fed americana pratica adesso con massicci sussidi. Allora in Cina, questa politica portò ad una svalutazione incontrollabile e un forte aumento della pressione fiscale. La società Cine del tempo correva sull’orlo de baratro con una crisi ambientale e socio economiche andavano a braccetto, con rivolte nel paese, che minavano l’autorità dell’imperatore, considerato emanazione del Cielo. L’imperatore non godeva più del suo favore né di quello popolare e il popolo considerava la dinastia mongola incapace a risolvere i problemi. Ed ecco che avvenne il cambiamento che fu sanguinoso con l’avvento della dinastia Ming cinese, che non è il personaggio cattivo del fumetto di Flash Gordon. I nuovi governanti Ming pur in mezzo a strascichi di sollevazioni popolari e minacce esterne si resero conto che il sistema redistribuire a tutti a pioggia alla fine aveva reso il potere dello Stato nel dare benessere lo stato tradizionale a pioggia alla lunga diveniva dannoso per tutti. Preso allora la decisione storica di fare scelte di ampio respiro, investire in grandi opere pubbliche, se volete un tipo di New Deal, riattivando nell’impero una solida struttura che garantisse la difesa dai nemici esterni, la sistemazione dei trasporti fluviali, dissestati dalle varie calamità naturali e dell’incuria umana. Iniziarono allora con l’impiego di milioni di persone per grandi opere, come la grande muraglia e le sue 25.000 torri in mattoni. La costruzione della Città Proibita, per la quale furono impiegati 200 mila operaie la costruzione di innumerevoli dighe per rimettere il fiume Giallo ricondotto alla sua funzionalità e rimettendo in sesto il corso del Gran Canale, collegamento artificiale essenziale per i trasporti, che univa Sud e Nord del Paese. Con questa serie di infrastrutture riuscirono a rimettere in sesto l’impero celeste che fu ancora a lungo la prima potenza mondiale. Purtroppo chi non conosce la storia è condannato a ripeterla.
Favria, 29.05.2020 Giorgio Cortese

La mattina, quando ti svegli, ricorda sempre che tu sei la persona più importante della tua vita. Abbine cura.

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