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La posta trasloca nei camper in piazza

Ad agosto, quest’anno, ha fatto caldo. Quel caldo che si può stemperare (e tollerare) solo se si è in spiaggia, con il mare lì, a due passi. Chi il suo agosto lo ha trascorso a San Mauro, già di per sé va elogiato: un eroe. Ma la torrida estate, c’è chi l’ha patita più di altri.
Gli ignari che incappavano sfortuna di dover pagare una bolletta, o di dover spedire una raccomandata, nel periodo tra il 6 e il 29 agosto, si trovavano a dover fare code eterne fuori dall’ufficio postale. Sotto il sole cocente.
Fuori, già, perché l’ufficio postale è rimasto chiuso per più di tre settimane. Per rimpiazzare i consueti sportelli senza causare troppo disagio, il comune di San Mauro si è attrezzato in modo bizzarro: nella piazzola adiacente all’ufficio di via Mariri ha piazzato due camper con tanto di simbolo delle Poste Italiane. Al posto dei finestrini, ecco spuntare tre sportelli con tanto di dipendenti collocati all’interno dei camper. Mettevano la faccia fuori, i dipendenti, e ascoltavano le richieste dei clienti. Tre sedie, piazzate nel mezzo della piazzetta, l’unico comfort concesso ai cittadini.
Al di là della sistemazione quantomeno provvisoria, oltre che un po’ grottesca (ma tutto sommato folkloristica), qualche problema di gestione si è verificato. A partire dal prelievo dei contanti: con lo sportello automatico fuori uso (con tanto di cartello-beffa con cui si elencavano gli sportelli più vicini, a Settimo o a Torino: e chi non ha un’automobile come fa?!) l’unica possibilità era ritirare i soldi presso gli oblò-sportelli. Peccato che spesso non ci fossero grandi riserve di contanti (giustamente: i camper non prevedevano affinati sistemi d’allarme anti rapina). Ai cittadini, dunque, non restava che andarsene a mani vuote.
A margine dei fatti, raccontati in tono leggero perché la situazione non è stata poi così drammatica (i sanmauresi hanno pur sempre la pellaccia dura), resta sullo sfondo una domanda ben precisa: c’era così tanta urgenza di eseguire questi “interventi tecnici” all’interno degli uffici di via Martiri, quando fino a poche settimane fa sembrava che l’intera sede delle Poste Italiane dovesse trasferirsi in via XXV Aprile?
La risposta è molto semplice: i lavori sono stati richiesti con urgenza dall’Asl. Gli uffici di via Martiri della Libertà, a quanto pare (la voce era già girata nei mesi scorsi) non rispettavano le norme igienico-sanitarie necessarie previste per legge. E l’Asl non guarda di certo in faccia a nessuno: non gliene frega niente se l’anno dopo gli uffici si sposteranno. I lavori servivano, e sono stati fatti. Con buona pace dei sanmauresi: almeno, in coda sotto il sole cocente, si saranno abbronzati senza nemmeno andare al mare.

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