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La generosa madama Pica.

La generosa madama Pica.
C’era una volta sopra il grande cedro dove aveva fatto il suo nido una gazza di nome madama Pica che con il passare degli anni era diventata la beniamina della famiglia della Comunità e dei bambini che nel pomeriggio lì sotto giocavano. I bambini si divertivano a giocare con lei sapendo quanto era attratta dagli oggetti luccicanti, lasciando alla base della quercia piccoli oggetti rilucenti, ma anche dei piccoli pezzi di pane che avevano portato da casa. Una volta la gazza ladra l’aveva fatta grossa ed aveva rubato la collana della moglie del ricchissimo signor Quicomandoio, cosi un povero contadino aveva dovuto arrampicarsi sull’albero molto alto e riprenderla. Quella volta madama Pica aveva proprio rischiato di essere cacciata via è con lei tutti i suoi piccoli, il signor Quicomandio era furente, pare che avesse addirittura interrotto una festa chiedendo che si cacciasse madama Pica ed i suoi piccoli dal paese, poi gli animi si erano calmati e le attenzioni di tutti si erano rivolte verso dei diritti di pascolo messi a repentaglio dagli abitanti di un paese vicino. Una calda notte di mezza estate c’era la luna piena e madama Pica dopo aver addormentato i suoi piccoli rivolse lo sguardo verso la volta stellata, tutta lucente con milioni di stelle e vista la Luna luminosa e sorniona penso che la Luna era troppo belle e luccicante, chissà quanto era preziosa, e lei doveva rubarla a tutti i costi. Nei giorni successivi madama Pica nel suo girovagare nei campi e bosco lì vicino sentiva strani discorsi degli esseri umani, che si lamentavano che non pioveva, che le coltivazioni non maturavano e se continuava la siccità non ci sarebbe stato nessun raccolto e avrebbero dovuto vendere tutto per comprare un poco di grano per non fare la fame. Anche madama Pica era preoccupata perché voleva bene agli abitanti di quella Comunità e quella notte guardando la Luna pensò che una piccola parte della Luna e sarebbe bastata agli abitanti della Comunità per non morire di fame e per non scappare via, e il raccolto dei campi sarebbe passato in secondo piano. Così decise che doveva rubare la Luna e le notti seguenti chiese consiglio al saggio Gufo, dottor Otus, che gli rispose che era una follia. Madama Pica non demorse e volò in alto sempre più in alto, sopra le nuvole e arrivò al cospetto della Luna. Arrivata al suo cospetto la trovò enorme e si chiese come poteva portarla giù. La Luna l’aveva vista arrivare e con voce potente gli chiese cosa voleva. Madama Pica gli spiego cosa voleva fare e la Luna rise divertita, la luce lei la riceveva da una stella grandissima, messer Sole. Madama Pica volò, volò e alla fine arrivò vicino a messer Sole. Quando arrivò infine al cospetto di messer Sole faceva un gran caldo e quella luce era così intensa, non sarebbe mai riuscita a portarla sulla terra ma doveva provarci. Anche a messer Sole madama Pica spiego il suo piano. Messer Sole gli disse che la mancanza di pioggia e carenza dei raccolti era colpa dei suoi amici umani, non quelli che lei conosceva ma di altre persone egoiste che inquinano la terra. Poi messer Sole per premiare madama Pica che era stata molto coraggiosa ad arrivare fino a lui avrebbe aiutato gli esseri umani ancora una volta. Con voce acuta messer Sole gli disse di tornare sulla terra e che tutto si sarebbe sistemato. Quando tornò dal lungo viaggio la campagna era tutta verdeggiante e le coltivazioni erano quasi tutte mature. Il Sole con i suoi raggi aveva finalmente scaldato il terreno, il clima era cambiato, e gli esseri umani, avevano deciso di comportarsi bene e di rispettare tutta la natura e la terra. Madama Pica sfinita torno nel suo nido e si riaddormentò. Il giorno dopo si risveglio pensando di aver sognato tutto quanto ma in un angolo del suo nido trovò un piccolo gioiello tondo a forma di Sole che luccicava, solo allora madama Pica, si rese conto che non aveva sognato ed il Sole gli aveva fatto un regalo speciale.
Favria, 15.07.2020 Giorgio Cortese

Ogni giorno sapersi accontentare delle piccole cose, senza volere la luna, è il segreto per avere la gioia nel cuore.

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Vivere con ottimismo

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