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La democrazia vada a farsi gassificare

Il piro-gassificatore di Borgofranco nascerà nell’area ex-alcan. Molti di noi pensavamo che dopo i termovalorizzatori, il futuro si sarebbe orientato su meccanismi di trattamento a freddo dei rifiuti. Non è così, infatti una tecnologia vecchia di cento anni minaccia il futuro. Bisogna restare oggettivi però, un impianto di piro-gassificazione non è lontanamente paragonabile ad un inceneritore. Le sue emissioni sono molto basse e dato che il principale motivo di opposizione degli ambientalisti è proprio l’inquinamento, alcuni si chiedono perchè continuare ad opporsi. In primo luogo, nella maggior parte dei casi, la decisione di installare questi impianti viene comunicata alla popolazione quando il progetto è già esecutivo, mentre un iter accettabile sarebbe quello di discuterne prima con la gente del luogo. Anche a Borgofranco tale scelta è avvenuta a porte chiuse. Il pericolo di queste tecnologie è l’idea che non sia importante badare a come vengono prodotti i materiali che usiamo, tanto poi c’è il pirolizzatore che elimina tutto e il problema è risolto. Antoine-Laurent Lavoisier non è ancora stato smentito e quindi la regola secondo cui Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma è ancora valida. Noi crediamo che fin dalla produzione, tutti i materiali debbano avere un preciso iter di smaltimento il più possibile ecocompatibile.

Oggi ci sono le tecnologie per farlo, ma la politica subordinata all’economia ne impedisce in parte l’impiego. Il movimento ambientalista mira alla non proliferazione di questi impianti di smaltimento a caldo dei rifiuti, ma alla riduzione dei rifiuti e alla produzione di materie totalmente riciclabili. E i rifiuti che non sono riciclabili? Bene, se non possiamo mandali in discarica usiamo gli impianti di smaltimento già esistenti senza crearne di nuovi. Questo perchè anno dopo anno i rifiuti non riciclabili dovranno essere un numero sempre minore tendente asintoticamente a zero. << Quante storie per un impianto che inquina come un camion e darà lavoro, oggi bisogna scegliere se morire di fame o di malattia…>> esordisce qualcuno dal pubblico. Perchè scegliere tra il male minore quando altri circuiti virtuosi creano lavoro e azzerano il rischio di patologie? Rispondono gli altri. Alcuni validi esempi sono la differenziata, il trattamento meccanico biologico e il compostaggio. L’intervento del medico-ricercatore è decisivo. In ogni combustione, i particolati che ne derivano sono le cause che determinano le malattie croniche del vivere moderno: tumori e malattie degenerative. Lascio la conferenza con una domanda nella testa: “perchè lasciare un camion acceso in cortile se non serve?“.

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