Home / BLOG / La Comunità sorniona torna a vivere.

La Comunità sorniona torna a vivere.

La Comunità sorniona torna a vivere.
In questo tempo che sembrava di infinita quarantena, Favria ed immagino tutte le Comunità erano deserte, svuotate Il grande buio da paura ed incertezza generato da Coronavirus lasciava quasi tutti annichiliti in casa, ad aspettare che passasse la nottata. Uscendo al mattino per andare a lavorare pensavo che la la nostra libertà era ed è un valore enorme. Tutti noi prima la facevamo facile, avevamo tutto, ci lamentavamo per sciocchezze, correvamo forsennatamente. Adesso che incomincia la ripresa penso ora ai tanti che debbono ripartire e che forse non ce la faranno, come tanti piccoli bar, negozi vari e attività industriali che conosco, con 14 o 15 operai, che stanno già pensando al peggio oppure artigiani massacrati. Lasciatemelo dire che, con il mio lavoro conosco la fatica quotidiana di tantissimi clienti di tirare su la serranda o di aprire il portone della piccola boita, permettetemi l’uso di questo lemma piemontese che deriva dal francese boite, perché le bóite, botteghe artigiane, erano e sono spesso situate a piano terra nei cortili, dove ora a volte sono state trasformate in box auto, piccole botteghe che hanno contribuito a sollevare la nostra Patria dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale! Riprendo il concetto di oscurità, pensiero che incute paura e il concetto di luce che nel nostro quotidiano linguaggio familiare ci fa associare la luce con la gioia e l’oscurità che tutto avvolge nell’ignoto, adesso, timidamente, ma con gioia nel cuore abbiamo tanto desiderato il ritorno a una vita normale. Adesso dobbiamo fare grande scopra nell’animo di speranza. Adesso che riprendiamo ad uscire, parafrasando Saramago, quando in “Cecità” descrive una pandemia immaginaria quanto realistica, le nostre Comunità sono ancora li e noi forse purificati da questa clausura usciamo senza mai abbandonare la speranza e mantenendo salde le radici dei nostri cuori. Forse questa pandemia ci può servire per tornare all’amore, al rispetto, all’umanità. Con i lunghi mesi d’isolamento abbiamo capito meglio l’essenza dei legami, il valore del tempo, la bellezza di una passeggiata. Forse tutto questo servirà per tornare ai tempi dilatati, ad Amare col cuore e a vivere con più spontaneità. Forse si ritornerà all’umano, io ci spero!
Favria, 4.06.2020 Giorgio Cortese

Ogni giorno al mattino penso che dai miei concittadini non mi aspetto nessun onore ma solo di essere per quello che posso un loro umile servitore

Commenti

Blogger: Giorgio Cortese

Giorgio Cortese
Vivere con ottimismo

Leggi anche

La bandiera.

La bandiera. La parola bandiera deriva dal lemma latino bandum a sua volta dal gotico …

MONTANARO. L’ultimo commosso addio al volontario Marino

MONTANARO. L’ultimo commosso addio al volontario Marino A distanza di una settimana, nella piccola Montanaro …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *