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LA CHIESA DI SANT’ULDERICO

Prima di imboccare Via Arduino da Piazza di Città, non potete evitare di
buttare gli occhi sulla Chiesa di Sant’Ulderico, l’ultima costruzione presente
sulla piazza, prima della via rampante.
Trattasi di una antica chiesa romanica, brutalmente modificata in epoca barocca
e in tempi recenti. Mai che si facessero gli affari loro!

La facciata appare attualmente a mattoncini, ma presenta, sul lato destro, la
sagoma dell’antico campanile incastonato nella facciata come una pietra
preziosa in un anello, o un mafioso autore di sgarro in un pilone
dell’autostrada. E’ ben visibile una finestra a bifora, mentre un’altra e una
monofora risultano ricoperte.

Sopra il portale è presente un bassorilievo, una via di mezzo tra Cristo in
Croce e Celentano in Yuppi Du. Più in alto, modellata a Castellamonte, una
statua di Sant’Ulderico con in mano il pastorale per tenere lontani i cani.

L’architettura interna è sostanzialmente barocca, mentre gli affreschi sono
ottocenteschi.

All’interno della chiesa si era esibita, in tardo Medio Evo, la nota cantante
Anna Malo, che interpretò una risata in Canto Gregoriano, in onore delle
migliaia di morti Palestinesi durante le Crociate.

Ma chi era Sant’Ulderico? Come si evince facilmente dal nome, un tedesco, a
lungo vescovo di Augusta. Era particolarmente venerato a Ivrea, in quanto pare
che durante un suo transito nella città, si fosse esibito in un miracolo, di
cui non si sa altro. Però si sospetta che avesse convinto un certo Gigno Vinia,
credendaro comunale, a farsi scrivere i discorsi da terzi, invece di
scriverseli da solo, visto che facevano cacare. Oppure che fosse riuscito a
ricomporre il bellissimo presepe di tale Georgia Popolo, disintegratosi dopo
che costei aveva inopinatamente fatto cadervi sopra una lastra di onice da
ottomila chilogrammi.

Sant’Ulderico fu il primo santo ad essere canonizzato da un Papa, Giovanni XV.
Purtroppo pare che questa esclusività non abbia contribuito, in modo
considerevole, a compensare il fatto di essere morto.

Ora vi saluto che devo imparare a dire Ulderico.

PS: l’Assessore Balzola prende le distanza dalle affermazioni di cui sopra, in
special modo ritiene che la lastra da ottomila chili fosse di alabastro.

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Blogger: Franco Kappa

Franco Kappa
Ivrea di palo in frasca

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