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LA CHIESA DI SAN GAUDENZIO

Se qualcuno pensa che il tardo barocco sia un’opera artistica poco
intelligente, si sbaglia. Volevo chiarirlo subito.
La Chiesa di San Gaudenzio, situata in una viuzza che parte da Piazza Lamarmora,
viene giustamente classificata nella suddetta scuola artistica.

Il progetto originale viene attribuito all’ingegnere Luigi Andrea Guibert,
anche se molti ritengono, in base allo stile, che possa avervi posto mano, in
gioventù, anche il celeberrimo Bernardo Alberto Vittone, sul quale ebbe a fare
una sostanziosa Tesi di Laurea un mio compagno di Liceo.

La facciata è una crestomazia (con rispetto parlando) di cornici curve, lesene
piuttosto morigerate e nicchie a conchiglia (ovvero, era loro profondo
desiderio l’essere a conchiglia, però nicchiavano). L’interno da parte sua è
strutturato su giochi di prospettiva e pitture a trompe l’oeuil, che significa
inganna l’occhio e non, come si potrebbe credere, “Tromba l’occhio”, pratica
vieppiù dolorosa.

Gli affreschi sono in effetti pregevoli, opera di Luca Rossetti da Orta, noto
per ispirarsi nelle proprie opere ai personali amplessi praticati sulle piatte
del lago omonimo.

Forza, ditelo: voi il nome San Gaudenzio lo accostate ad una chiesa grande ma
soprattutto altissima, con un cupolone che nemmeno Rocco…
Avete ragione, San Gaudenzio è noto soprattutto per essere Patrono di Novara, e
per la spettacolare opera di Antonelli. Eppure non tutti sanno che secondo la
tradizione il santo, primo vescovo novarese, nacque a Ivrea.

Una leggenda vuole, in particolare, che costui avesse dormito per l’ultima
notte sulla roccia su cui è posta la chiesetta eporediese., lasciandovi
un’impronta. Fiero oppositore di questa narrazione fiabesca fu tale Gigno Vinia,
che sostenne sempre che l’ampia sagoma impressa su pietra fosse invece del suo
capitano preferito, un tizio che vendette il suo regno, anziché per un piatto
di lenticchie, per uno spritz.

A sostegno di tale tesi si impegnò anche un’altra brillante e pimpante
eporediese, tale Anna Malo, che per sostenerla medesima si era
fotografata davanti alla Chiesa di San Gaudenzio con la mascherina e la scritta
“Scherzate coi fantini ma lasciate stare Salvini”.

Al contrario, passionalmente devota al Santo vi era una certa Georgia Popolo,
la quale decise di coinvolgerlo in un grande Presepe sulla roccia dell’impronta.
Poi arrivò l’invasione degli scorpioni e vi assicuro che degli aracnidi al
posto delle pecorelle fa un effetto simile al Giovanni Battista sostituito con
Pacciani.

Bon ora vado a trombare l’occhio.

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Blogger: Franco Kappa

Franco Kappa
Ivrea di palo in frasca

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