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LA CASA DEGLI STRIA

Voi ve ne infischiate, della Casa degli Stria. Peggio, ve ne fregate. Anzi, ve
ne fregate altamente! Eppure, è un monumento eporediese alquanto significativo!

Eh, ma trovare documentazione a riguardo? Un disastro! E’ che hanno dato troppo
retta al vostro disinteresse. Se voi solo aveste detto: “Vogliamo sapere tutto
sulla Casa degli Stria”, sarebbe venuto perfino Sgarbi. Poi sarebbe stato
portato via a braccia, probabilmente dagli operatori di Cavagnetto. Però ci
sarebbe venuto, eccome!

E invece niente, quindi mi dovrò inventare un sacco di fregnacce. Che poi non è
che cambi tanto: anche quando le notizie storiche sono abbondanti, vado giù di
cazzate come se non ci fosse un domani.

Che poi se ci pensate, Stria è Storia senza la o. Che cosa potrà significare,
questo? Una sega.

Allora, andiamo per gradi. Iniziamo da tutto quello che si sa sugli Stria.
Ok, finito. Cioè, si sa che era una famiglia importante della medievale
Yporegia, e stop.

Presumibilmente il personaggio più importante della casata fu Alexander Gigno
Vinia Stria, un personaggio bizzarro, visionario, dotato di grande
immaginazione, totalmente rivolta verso il futuro: aveva infatti teorizzato una
società energeticamente alimentata a pannelli di metano, e per dimostrarlo
produceva delle gran fiammate dalle scoregge.

Sua figlia, tale Georgia Popolo Stria, aveva perfino costruito un presepe con
la stalla riscaldata con tali pannelli; il bue e l’asinello se ne andarono,
umiliati e offesi.

Un altro personaggio interessante fu anche Anna Malo Stria, che amava farsi
dipingere davanti alla casa con la mascherina e un cartello con la scritta
“I vassalli, i Valvassori e i Valvassini ci hanno abbandonato”.

L’ultimo della dinastia fu Giuliano Balzola Stria, che si dissociò da tutto
quello che si narrava sul conto dei suoi avi.

Vabbè, ridendo e scherzando di questa casa non abbiamo detto una cippa.

Vi basti sapere che nel 1391 vi fu firmata la “Pace di Ivrea” tra il Conte
Amedeo VII di Savoia (il Conte Rosso) e i rappresentanti dei Tuchini…eh,
figuriamoci se non pensavate alla Battaglia delle Arance… Si trattava di un
movimento contadino che si era ribellato alle vessazioni sia economiche che
fisiche dei feudatari dell’epoca. Di più non dico, perché se ne parlerà
un’altra volta.

Bella la Casa degli Stria, ma non ci vivrei.

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Blogger: Franco Kappa

Franco Kappa
Ivrea di palo in frasca

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