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LA CAPPELLA DEI TRE RE

LA CAPPELLA DEI TRE RE

No, non sono Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio e gli altri quattro non ve li
ricordate. E non si tratta nemmeno di tre note consecutive uguali. Il
riferimento è ai Re Magi, avete presente? E figuriamoci: tutti cintura nera di
Catechismo.

Insomma, alla sommità della graziosa collinetta rocciosa in prossimità del
Piazzale del Mercato (il noto Monte Stella, con riferimento alla cometa di
Natale, o forse a Vega da cui provenivano i nemici di UFo Robot) sorge questa
antica costruzione.

Per tradizione, si ritiene edificata nel 1220 su consiglio di San Francesco.
Egli era infatti passato da queste parti, in cerca di nuovi fedeli, nuovi
uccelli, e nuovi lupi. In assenza di lupi, si accontentò di un certo Gigno
Vinia, che non era un lupo, e nemmeno una volpe.

Pare che il Santo Fraticello la ritenesse utile a proteggere la città di Ivrea
dalla grandine. A nulla servì la fervente ostilità degli assicuratori.

L’opera è decisamente spoglia, più o meno come i due tizi che pochi giorni fa
trombavano in riva al Lago Sirio.

Fino al 1980 la chiesetta ospitava un gruppo scultoreo appunto dei Re Magi,
tanto interessante che una eporediese estremamente devota, tale Georgia Popolo,
fece costruire nell’attuale Piazzale del Mercato un Presepe semovente, in modo
tale che fosse esso ad andare verso i Re Magi, da Natale all’Epifania, e non
viceversa. Avete presente Maometto e la montagna? Ecco, pressappoco.
Oggi tale scultura si trova nel Museo Civico. Sì, esatto, proprio
dove c’è la Groma di cui vi ho parlato la scorsa settimana. Sono entrati lì
ormai da quarant’anni, ma ancora non hanno imparato ad usarla.

Recenti restauri nella Cappella hanno consentito di riportare alla luce degli
affreschi cinquecenteschi di valore, della scuola di Spanzotti, pare
frequentata in collegamento su Skype.

Nel diciassettesimo secolo un po’ a valle della Cappella venne costruito il
Santuario del Monte Stella, e la chiesetta non se la cacò più nessuno. Venne
poi rilanciata in tempi recenti, divenendo luogo di celebrazioni ad inizio
di Carnevale, nel giorno dell’Epifania. Strano, vero?

Negli ultimi giorni la graziosa costruzione è diventata sfondo di una foto
di protesta di tale Anna Malo, pimpante eporediese, che coperta da una elegante
mascherina plissettata, si è lamentata dello scarso impegno del Governo
nell’arresto dei Mutamenti Climatici.

Ah dimenticavo, lassù c’è un bel panorama. Ma non è un supermercato.

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Blogger: Franco Kappa

Franco Kappa
Ivrea di palo in frasca

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