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Kidnapping Cooper
Kidnapping Cooper

Kidnapping Cooper

Si chiamano Kidnapping Cooper e sono quattro ragazzi di Settimo che da poco hanno superato la ventina e sognano di sfondare come musicisti. Alla batteria Roberto Piccolo, 24 anni, al basso e alla chitarra Davide Dalla Costa (21), alla voce Mike O’Bannon (26) e alla chitarra Christopher Cintura (21).
Roberto, Davide e Christopher suonano assieme da circa un anno, e Mike si è aggiunto da qualche mese. Il loro genere si può definire alternative rock che strizza l’occhio all’elettronica. “Puntiamo molto sul sound, più che sulla tecnica – spiega Christopher – infatti da poco abbiamo inserito nella nostra strumentazione un synth e un vocoder (un effetto vocale molto utilizzato nella musica elettronica). Ci ispiriamo a band come i francesi Electric Electric, o i più famosi Sonic Youth e Daft Punk”.
I Kidnapping Cooper hanno al loro attivo 8 pezzi registrati in uno studio “casalingo”.
“Ma prossimamente abbiamo intenzione di incidere in uno studio” anticipa Christopher,
I componenti della band hanno tutti un “altro” lavoro. Christopher e Davide per esempio fanno l’aiuto cuoco. “Quindi non è così facile trovare date per suonare, avendo tutti diversi impegni. Ma se potessimo scegliere fra la musica e il lavoro non avremmo nessun dubbio: suonare è la nostra passione”.
I quattro hanno in curriculum diverse date in alcuni locali del torinese, oltre al secondo posto al concorso “Pagella non solo Rock”. Ma la vita non è tutta rose e fiori per i musicisti emergenti: “Non esiste una vera e propria scena musicale da queste parti – spiega Christopher – Uno ci mette la passione, ma dipende che obiettivi hai. Se vuoi davvero migliorare dovresti mollare tutto e sbatterti per cercare date, conoscere gente nuova, ampliare i tuoi gusti musicali. Io e Davide, per esempio, una volta ascoltavamo solo metal e rock. Eravamo chiusi. Ora siamo passati all’elettronica e all’indie”.
Ma qual è il vostro sogno?
“Per adesso sarebbe bello trovare date in giro per l’Italia e l’Europa, staccare un po’ dal lavoro e andare in giro a suonare. È possibile, ma occorre mettere da parte dei soldi, anche perchè non tutti i locali ti rimborsano…”.

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Blogger: Fabio Mina

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