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JUDO. Alessia Regis: la tenacia parla al femminile (VIDEO)

Alessia Regis, un’inguaribile innamorata del judo, è molto più di un’ex atleta della Nazionale Italiana con 20 anni di carriera agonistica alle spalle e tantissimi successi e risultati di prestigio in campo nazionale ed internazionale. La 31enne di San Mauro Torinese è quel tipo di sportiva che dovrebbe essere accompagnata nelle scuole di ogni ordine e grado per incontrare i bambini e soprattutto le bambine, raccontando loro la parabola della sua carriera sportiva, le vittorie e le soddisfazioni ma anche i sacrifici, le rinunce per rientrare nel peso, le delusioni e gli infortuni, sempre con quei suoi occhi chiari e penetranti, i piedi ben saldi al terreno e quel sorriso tanto spontaneo quanto abbagliante che la contraddistinguono. Perché dopo pochi minuti che la si sta ad ascoltare, sembra di conoscerla da una vita e si è come rapiti dai suoi aneddoti e racconti di vita vissuta.

Un esempio da seguire, sin dai suoi primi passi mossi nel mondo del judo, quando all’età di 9 anni si avvicina a questa disciplina sportiva, insieme al fratello minore Andrea, su impulso di mamma Daniela: “Ho iniziato da piccolina, per gioco. Mi piaceva il funky, volevo fare danza e poi ho praticato nuoto, ma quando mamma ha visto un’esibizione di judo a San Mauro Torinese ha portato me e Andrea all’Akiyama Settimo, una palestra molto famosa, perché era rimasta colpita da questo sport. Le cose sono andate bene, ho iniziato a vincere qualche garetta, a prenderci gusto e non ho più mollato, innamorandomi via via sempre più del tatami e condividendo questa passione con mio fratello e i nostri genitori: il judo è la passione della famiglia Regis”.

Con il passare degli anni, la bambina lascia il posto all’adolescente e il judo diventa la vita della giovane atleta sanmaurese, che all’età di 19 anni entra a far parte del Centro Sportivo Carabinieri: “Sin da ragazza avevo le idee chiare ed ero veramente determinata. Per me non è mai stato un sacrificio, la mia testa era focalizzata su un obiettivo: vincere quante più gare potevo. Certo, guardandola a posteriori mi chiedo come ho fatto ad ottenere tutti quei risultati di primo piano, conciliando gli allenamenti e lo studio, dalle elementari fino alla Laurea Magistrale in Giurisprudenza, passando per le medie e il Liceo Classico, quest’ultimo il periodo più tosto. Diciamo che non avevo grilli per la testa, studiavo e facevo judo: era la mia vita e mi concentravo molto su quello. Il punto di svolta della mia carriera è stato nel 2005 la medaglia d’oro al Campionato Europeo Cadetti di Salisburgo nella categoria di peso al limite dei 57 kg: mi ero già laureata campionessa d’Italia Under 17 nello stesso anno, ma è lì che ho capito definitivamente di poter arrivare in alto e ha segnato di fatto il mio ingresso in Nazionale. C’era la mia famiglia, è stato il mio esordio internazionale e ricordo ancora l’emozione nonostante siano passati tanti anni”. Da quel momento, Alessia Regis non si ferma più: 3 titoli italiani Juniores, 2 volte campionessa d’Italia Under 23 e altrettanti titoli tricolori Assoluti, per non parlare della miriade di podi e piazzamenti di spicco in Italia e all’estero, in particolar modo in European Cup, prima nei 57 kg e poi, dal 2015 in avanti, nella categoria di peso superiore, i 63 kg.

E’ legato proprio al 2015 uno dei momenti più difficili della carriera di Alessia Regis. Gli occhi sono lo specchio dell’anima e il suo sguardo per un attimo si fa più cupo; ci sono silenzi che parlano e parole che tacciono. Ma in uno sport individuale e di sofferenza come il judo a far la differenza spesso e volentieri è ciò che si ha dentro, quella determinazione e grinta che sono i mantra dell’Akiyama, e Alessia ancora una volta si aggrappa al suo sorriso che illumina per scacciare via i cattivi pensieri: “E’ stata una gara tragica. Nel dicembre del 2015 i Campionati Italiani Assoluti si sono tenuti a Torino: aveva da poco cambiato categoria di peso, passando nei 63 kg, e avevo preparato i tricolori nel migliore dei modi. Ero forte e carica, mi sentivo bene, sostenuta in tribuna da amici e famigliari. Sono arrivata tranquilla in finale, mancava un minuto alla fine e stavo vincendo, ma un brutto infortunio al ginocchio sinistro ha mandato tutto all’aria. Non ricordo niente, solo un dolore tremendo. Sogno ancora quell’attimo, ma si vede che doveva andare così. Quell’infortunio ha segnato parecchio la mia carriera”.

Alberto Moravia ripeteva spesso “non rinnegare mai a te stesso ciò per cui hai combattuto. La sconfitta non rende ingiusta una causa”. Ed è andata proprio così per Alessia Regis. Perché con caparbietà e carattere è ritornata sul tatami, ripresentandosi due anni dopo, nel 2017, sul secondo gradino del podio ai Campionati Italiani Assoluti di Ostia, fino alla decisione di ritirarsi dall’agonismo dopo 20 lunghissimi anni di carriera, vissuti mettendocela tutta dal primo all’ultimo giorno. “Ogni risultato conquistato, ogni piccola tappa raggiunta è motivo di orgoglio. Ricordo con particolare trasporto i Campionati Europei Under 20 di Praga, nell’ottobre 2007, una gara molto sentita. Avevo mio fratello in ospedale per una brutta infezione e non volevo partire, ma è stato proprio Andrea a dirmi ‘vai e vinci, io sono con te’ e forse ho tirato fuori quella forza sul tatami. Ho disputato un gran torneo, conquistando una luccicante e prestigiosissima medaglia di bronzo in campo continentale, ma la magia è stata doppia, perché due giorni dopo questo fantastico terzo posto mio fratello, felicissimo, è stato dimesso, con largo anticipo rispetto a quanto inizialmente prospettato. Un posto speciale meritano anche i tanti Campionati Italiani vinti, li ricordo tutti: è una gara difficile a livello psicologico da affrontare, mette una certa inquietudine”.

Alessia Regis ha valori forti e un legame viscerale con la propria famiglia: “Senza Andrea e i nostri genitori non sarei mai arrivata così in alto: papà Walter ci accompagnava in Francia e in Austria sobbarcandosi viaggi lunghissimi e mamma Daniela ci è sempre stata vicino. Il merito dei risultati conquistati è sicuramente da condividere con loro. Mio fratello ha due anni meno di me e fin da quando siamo piccoli abbiamo condiviso tantissime cose, mi ha seguito come fossi la sua musa. Abbiamo un rapporto davvero speciale. Ancora oggi ci piace prenderci un caffè insieme, vivere dei momenti tutti nostri, vederci e raccontarci tutto. Cerco di dargli consigli e lui li dà a me, è molto esigente con sé stesso, ma soprattutto ci vogliamo un gran bene. L’anno scorso ho avuto il piacere di accompagnarlo in gara sia a Perth, in Australia, che al Grand Prix di Montreal, in Canada, ed è stato davvero emozionante”.

Famigliari e non solo, visto che l’atleta sanmaurese ha parole di elogio, cariche di affetto, anche per i suoi allenatori: “Il mio primo maestro, Pierangelo Toniolo, lo porto e lo porterò sempre nel cuore. Il primo allenatore non si scorda mai e rimane sempre tale. Sono tantissimi i momenti che abbiamo vissuto insieme: su tutti ricordo nitidamente i Campionati Mondiali Juniores a Santo Domingo con la Nazionale Italiana; Pierangelo dagli spalti mi urlava e io dal tatami lo cercavo e guardavo come si fa con una vera guida. In carriera ho poi avuto la fortuna di essere allenata da altri maestri e istruttori di livello, come Roberto Meloni nei Carabinieri, a cui devo tanto perché mi ha permesso di fare il salto qualitativo che ho sempre ricercato, e Sandro Rosati, che mi ha seguito come una figlia”.

Rappresentare l’Italia in giro per il mondo con i colori della Nazionale è stato magico e Alessia Regis non fa niente per nascondere le sue emozioni: “Sono nostalgica e Facebook spesso mi propone le foto in azzurro alle Universiadi, ai Giochi del Mediterraneo, ai Campionati Europei e alle tantissime gare internazionali a cui ho preso parte. Sono quei tasselli che ti porti dietro tutta la vita, momenti magici. Si parte tutti insieme, con la maglia azzurra, condividendo un sogno: emozioni forti che nient’altro ti può dare. Quando facevo l’atleta ho sempre pensato che non avrei insegnato, che mi sarei dedicata a tutt’altro, invece ho subito frequentato un corso per allenare e sono diventata istruttrice di educazione fisica e difesa personale per gli allievi Carabinieri presso la Caserma Cernaia di Torino. Avendo dovuto smettere di far l’atleta per ripetuti infortuni, forse ho lasciato qualcosa dietro, che ho bisogno di trasmettere. Sto benissimo e attualmente insegno da un anno ai giovani judoka della Judo Azzurro Volpiano e mi piace infondere loro la passione per il judo. Abbiamo creato un gruppo unitissimo e nel dicembre scorso ai Campionati Italiani FIJLKAM Esordienti B il terzo posto di Alice Arcella nei 48 kg è stata una grandissima soddisfazione, oltre che la prima medaglia tricolore conquistata da istruttrice, ma sono sicura che continuando a lavorare così altre medaglie di questo tipo non tarderanno ad arrivare. Oltre agli agonisti seguo anche dei bimbi di 5 o 6 anni e mi piacciono davvero tantissimo: queste ‘creaturine’ fanno costanti miglioramenti e la loro gioia nel fare judo è semplicemente contagiosa”. Basta guardare un video presente sui social network di Alessia che insegna ad un piccolo atleta della Judo Azzurro Volpiano a legare la cintura per vedere con che tenerezza e amore si prende cura dei suoi allievi: sentimenti così potenti e limpidi che sono difficili da spiegare, ma i gesti fatti con il cuore valgono più di mille parole…

Infine, se il 2019 è stato l’anno della Ten Year Challenge, la sfida social che invitava tutti a pubblicare due foto, una scattata nel 2009 e una di 10 anni più tardi, in questo 2020 che passerà alla storia come un anno nefasto vogliamo guardare avanti con ottimismo e fiducia insieme a lei, viaggiando con la macchina del tempo fino al 2030: “Avrò 41 anni e mi vedo con una famiglia, con uno o due figli. Sicuramente sarò maggiormente presa dai miei affetti, ma sempre e comunque seguirò il mio gruppetto di ragazzini. In questi anni voglio specializzarmi come personal trainer e avere dei buoni risultati in questo campo, continuando a migliorarmi nel mio percorso da istruttrice ed allenatrice di judo. Con mio fratello Andrea, inoltre, abbiamo un piccolo sogno: aprire una palestra e un corso di judo insieme. Non sarà facile, ma ci proveremo”.

“Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra, ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà”. Walt Disney ha fatto sognare intere generazioni grazie ai suoi film, ma soprattutto ci offre in questo caso un interessante spunto di riflessione: il judo e il mondo dello sport hanno bisogno di persone come Alessia Regis e siamo sicuri che lei ha ancora tantissimo da dare. Sempre con il suo sorriso, il vestito migliore da indossare e sfoggiare. Dopo il judogi, ovviamente!

 

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Blogger: Glauco Malino

Glauco Malino
Tutti pazzi per lo sport

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Un commento

  1. Avatar

    Il mondo della arti marziali, ed il JUDO in particolar modo in questo periodo difficile risorgerà più forte di prima ! Auguro a tutti gli atleti rappresentati il nostro paese il miglior risultato alle prossime olimpiadi, sul tatami da judo da karate , Per far godere e sognare noi amatori o EX atleti come Alessia che per questo sport hanno dato e stanno dando ancora molto

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