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IVREA. Voucher, buoni e assegni: in Municipio vanno in tilt

Garantire il diritto allo studio. Gran bell’obbiettivo. A dirsi, ancor prima che a farsi.

Lo sanno bene le tante famiglie che stentano ad arrivare alla fine del mese e i figli di quei disoccupati, cassintergrati, lavoratori saltuari e occasionali che la crisi di questi ultimi anni ha costretto ancora di più ad una vita di stenti e sacrifici.

Lo sanno bene in Municipio a Ivrea. Ed è qui che si era deciso, considerando i tempi biblici dello Stato e per ben due anni consecutivi, di anticipare il cosiddetto “buono scuola”.

Parliamo di uno strumento individuato dal Ministero dell’Istruzione per contribuire all’acquisto dei libri. Insomma un vero e proprio aiuto economico, quasi sempre a copertura di più del 50 per cento della spesa totale, rivolto a famiglie con redditi inferiori a 10 mila euro all’anno.

“Per sopperire ai ritardi, negli anni passati, abbiamo anticipato quei soldi agli aventi diritto…” conferma l’assessore Augusto Vino.

Più o meno una spesa di 10 mila euro all’anno, che poi sarebbe ritornata indietro ai Comuni con i tempi del Governo.

Ad integrazione del buono c’era poi anche – e oggi non c‘è più – l’assegno scolastico della Regione Piemonte, differenziato in base a fasce di reddito, sotto i 25 mila euro, quale contributo alle tante altre spese scolastiche, la tasse di iscrizione e le gite, giusto per citarne due.

Questo è successo almeno fino all’anno scorso, quando si è deciso di eliminarlo non foss’altro che si erano accumulati due anni di ritardi nei pagamenti e due anni sono evidentemente un po’ troppi.

La Regione è quindi passata dagli assegni ai “voucher” immediatamente spendibili, che però arriveranno tardi, si spera ad ottobre

Ma c’è dell’altro e c’è che in Municipio a Ivrea, alla notizia del voucher, forse facendo confusione tra assegni e buoni, o confidando che i voucher sarebbero arrivati con il suono della prima campanella, han fatto che eliminare lo stanziamento di quei 10 mila euro utili ad anticipare il contributo dello Stato all’acquisto dei libri scolastici.

E oggi? Oggi, a pochi giorni dall’inizio delle lezioni, ci sono famiglie che non sanno che pesci pigliare e il Comune che non sa come aiutarle.

“Cosa gli racconto io ai miei quattro figli quando si ritroveranno in classe senza i libri….” ci spiega quasi in lacrime una madre. “Sto ancora aspettando i rimborsi della Regione dello scorso anno, circa 600 euro. Mi avessero almeno liquidati quelli, oggi saprei come fare…” aggiunge.

La verità? La verità è che tra buoni, assegni e voucher, c’è chi non ci capisce più niente e tecnicamente oltre ad Ivrea, sono tanti i Comuni in cui si sta scatenando il caos.

Perchè sarà anche vero che il voucher, quando arriverà, per sua natura, sarà immediatamente spendibile, ma non certo per i libri. Quelli servono subito.

“Buono scuola e voucher sono due cose diverse – cerca di fare chiarezza l’assessore regionale Gianna Pentenero I comuni hanno sempre anticipato, e avrebbero dovuto continuare a farlo, solo ed esclusivamente i buoni studio per l’acquisto dei libri, previsti per famiglie con redditti sotto i 10 mila euro. Parliamo di fondi assegnati ai Comuni dal Ministero e ridistribuiti dalla Regione come semplice partita di giro. Oggi non si conoscono ancora gli importi ma cercheremo di capire se si riusciranno a dare delle indicazioni. Altra cosa sono i nuovi voucher che prendono il posto degli assegni e a cui hanno accesso famiglie con reddito complessivo non superiore a 25 mila euro. E’ vero che siamo in ritardo ma potranno essere utilizzati per tutta una serie di spese che vanno dal trasporto, ai libri, dal tablet alla gita..”.

Morale? I voucher non ci sono e i buoni altrettanto.

E a questo punto resta il dilemma.

Basterà una variazione di bilancio per correggere l’errore in cui è incappato il Comune di Ivrea?

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