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Franco Giorgio e i mattoncini per l'Unesco

IVREA. Unesco: 500 giorni, 500 idee e … 500 mattoncini

Il 13 novembre un gruppo di cittadini, organizzati nel “Laboratorio Civico Ivrea”, in occasione della scadenza dei 500 giorni dalla iscrizione di “Ivrea Città Industriale del XX secolo” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ha invitato chiunque ne avesse voglia a passare da via Jervis, dove avevamo allestito un gazebo, per prendere un thè caldo e lasciare, attaccata ad un mattoncino Lego, una idea, una suggestione su Ivrea città Unesco.

Ci pare ora doveroso, per una forma di rispetto verso chi ha partecipato alla iniziativa, così come verso i giornali che ne hanno dato un’ampia informazione, provare a dar conto, seppur in maniera molto sintetica, di quanto abbiamo raccolto.

Ogni biglietto aveva qualche parola prestampata, tipo “Ivrea Città Unesco fa…”, “per Ivrea Città Unesco vorrei che…”, oppure “Ivrea città Unesco è…”, e poi libero spazio alla fantasia e alle proposte. Abbiamo così raccolto in totale 151 i bigliettini-mattoncini compilati con frasi che riportano aspirazioni, timori, visioni della città, progetti di ampio respiro ed iniziative più circoscritte.

Sono 151 frasi che testimoniano di come la proclamazione di Ivrea Città Unesco abbia sollecitato partecipazione e coinvolgimento, così come attese e speranze: “Per Ivrea Unesco penso che… dobbiamo essere ambiziosi e non avere paura” ma anche “Per Ivrea Unesco penso che …. bisogna ancora meritarselo, adesso tocca a noi”.

Quali sono le idee delle persone che hanno lasciato un pensiero?

La parola che ricorre più volte è la parola “cultura”, che appare 14 volte, seguita dalla parola “giovani”, citata 9 volte e “progetto/progettare” che appare 8 volte.

Seguono poi “opportunità” (7 volte) “lavoro” (7 volte), “formazione” (6 volte), “innovazione/innovativa” (6 volte). Tutto, quindi, tranne che uno sguardo rivolto al passato; al contrario, la consapevolezza di una grande opportunità che ci sfida a reinventare la Città.

Più in particolare, abbiamo distinto i bigliettini raccolti in 6 categorie differenti, a seconda che esprimessero Sentimenti (13 frasi), una Visione della città (46 frasi), Progetti per la cura della Città e dei cittadini (35 frasi), Progetti generali legati ai temi dello sviluppo a partire dal riconoscimento (22 frasi), Iniziative specifiche più direttamente legate ai temi del riconoscimento (14 frasi), per terminare con una serie di frasi che si riferiscono più direttamente al ruolo della Amministrazione Comunale (21 frasi).

Abbiamo pubblicato l’elenco completo delle frasi raccolte sulla pagina Facebook del Laboratorio – @LaboratorioCivico; @IvreaCittàFutura – per chi fosse interessato a leggerle tutte; ne riportiamo alcune di seguito per dare una idea della ricchezza di suggerimenti e di visioni che abbiamo registrato.

Tra i Sentimenti, abbiamo registrato frasi che esprimono il senso della sfida rappresentato dal riconoscimento; sfida che implica un salto di qualità per i cittadini e per l’amministrazione: “Per Ivrea Unesco vorrei che i miei occhi fossero in grado di riflettere lo stupore dei visitatori”, “Ivrea Unesco fa contenti gli eporediesi”.

La categoria “Immagine della Città” è la più ricca. Si va da “l’UNESCO è una opportunità” a “Trattenere qui i nostri giovani” ma anche “Ivrea Unesco fa venire in città persone diverse”. Proseguendo con “Ivrea diventi un luogo dove piovono idee”, “Ivrea futura è innovazione guidata dai bisogni e non dalle tecnologie”, “Ivrea futura è la Città della conoscenza”, “Ivrea futura è valorizzare il volontariato presente sul territorio” fino a “Per Ivrea Unesco voglio che non sia solo ricordi”.

L’iscrizione nel Patrimonio dell’Umanità è anche occasione per investire sulla cura della Città, anche sotto il profilo della bellezza: “voglio una Città bella e pulita”, “che ci sia più verde, più piante, più fiori”, “Città sostenibile, bella, vivibile per tutti” oppure “una palestra di roccia all’aperto”. Ma è anche riscoperta della tradizione di città inclusiva e solidale, anche con progetti molto puntuali: “Ivrea comunità amica delle Demenze”, “ Ivrea città Dementia Friendly”, “Ivrea Città Unesco apre un caffè Basaglia”.

Molte frasi provano ad indicare più concretamente possibili sentieri di sviluppo, che valorizzino il riconoscimento dell’Unesco, esplorando filoni non tradizionali per il territorio (turismo, agroalimentare, energia) o puntando alla innovazione e alla formazione: “Lavorare sulla filiera del cibo, della energia e dell’informazione”, “Ivrea può essere sede di studio di nuove relazioni industriali che dalla storia Olivetti possa essere utile per la futura Europa”, “ Si rilanci la produzione agricola con nuove tipologie di coltivazione di alta redditività e sbocchi in Italia e fuori”, “ Formazione Universitaria e di alto livello – ricerca e formazione”, “ Botteghe e laboratori in abbondanza nel Centro Storico”, “ Ivrea Unesco penso che sia da raccontare agli studenti, grandi e piccini, e che andrebbe progettata anche con loro la città futura”.

Altre immaginano iniziative ancor più concrete e circoscritte. Intanto per favorire la fruizione del sito Unesco: “Voglio che si formino guide che possano raccontare e non ci si affidi solo al pur prezioso volontariato”, “Serve un Infopoint da cui i turisti possano partire alla scoperta della nostra storia”, “Vorrei che ci fosse un’indicazione sull’autostrada”.

Ma anche, e questo ci è parso molto interessante, l’idea che Ivrea possa tornare ad essere luogo di sperimentazione e diffusione di pratiche innovative sul lavoro, la formazione, le relazioni industriali: “Che nasca il Centro Studi per l’economia e il lavoro autogestito”, “ Ivrea sede del BIT – Bureau International du Travail”, “Ivrea dovrebbe essere sede del Consiglio Nazionale dell’Economia Circolare e Solidale Partecipata”, “ Un centro formazione per imprenditoria con responsabilità sociale”, “ Riapriamo il CFM; era Centro Formazione per Meccanici ora può essere Centro Formazione per Migranti (e non solo)”.

Infine, una serie di frasi più direttamente rivolte al necessario ruolo della Amministrazione Comunale: “il Convento torni a vivere. Un tavolo tra Comune e proprietà per concretizzare un rilancio”; “Comune regista, coordinatore e sostenitore di tutte le iniziative”, “Il Comune faccia partecipare i suoi cittadini”.

E per concludere, la frase, tra quelle raccolte, che forse riassume il senso della iniziativa che abbiamo voluto organizzare: “Vorrei che tutti portassero il loro mattoncino”. E che vengano davvero usati per costruire Ivrea Città Unesco, potremmo completare noi.

Laboratorio Civico Ivrea

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