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IVREA. Il tar dà ragione a Genco. L’Iperstore si può fare…!

Lo avevamo preannunciato. Martedì scorso, la seconda sezione del Tar di Torino, presieduta dal Carlo Testori, “ha accolto” e sottolineiamo “accolto” il ricorso presentato dalla Genco srl di Valter Martinetto che in città vorrebbe costruire un Iperstore per conto di Nova Coop. Sempre il Tar ha disposto che Comune e impresa si siedano intorno ad un tavolo e decidano il da farsi entro e non oltre 90 giorni “in uno spirito di reciproca e leale collaborazione …”. Insomma c’è il dubbio che il “no” dell’ufficio tecnico sia appeso esclusivamente a dei cavilli e il giudice lo scrive a chiare lettere suggerendo anche che l’istanza, forse, “può essere istruita previa modifica della sua veste formale….”

Una decisione che sa di schiaffo. Talmente lo è che il sindaco Carlo Della Pepa, avrebbe già deciso di occuparsi della “patata bollente” in prima persona tra le altre cose organizzando un incontro con gli avvocati suoi e dell’impresa, da tenersi entro la fine del mese…

“Sia chiaro – aveva commentato nei giorni scorsi l’assessore Giovanna Codatoio non ho nessuna preclusione e sarei ben contenta, ma non dipende da me. Anche perchè quella zona lì, riqualificata, sarebbe un valore per tutta la città…”. E in verità anche Codato, qualche dubbio che la verifica del Suap fosse stata troppo zelante, ce l’ha avuto.  “Credo che i proponenti si siano offesi ma il parere negativo – aveva aggiunto l’assessore – è arrivato in seguito ad una verifica tecnica portata avanti dal Suap …”.

In sostanza l’ufficio tecnico ha detto a Genco che, in base ad una legge regionale, non avrebbe potuto costruire lì, ma da un’altra parte sì. “Considerando quel che si prevede nei progetti   concludeva l’assessore – Forse si sarebbe dovuto imbastire un accordo di proramma di pubblica utilità, anzichè una variante semplificata, ma tant’è!…”.

In ballo c’è un investimento da 14 milioni di euro, di sicuro il più grande che Ivrea abbia visto negli ultimi anni.

Parliamo di un’area di 13.500 metri quadri, tra corso Nigra e via Di Vittorio,  proprio davanti al Movicentro, all’interno della quale si prevede la demolizione di due fabbricati, tra cui l’ex casa Molinario (che un tempo ospitava il centro prenotazioni unico dell’Asl To4), la realizzazione di un parco urbano di 1.300 metri quadri con tanto di percorso ciclo pedonale, una nuova piazza di fronte alla stazione e varie modifiche alla viabilità, non in ultima due rotonde. S’aggiunge, evidentemente, l’Iperstore di  2.500 metri quadri.

Valter Martinetto, titolare della Genco srl, e i curatori del proegetto (lo Studio Casalatina) ne fanno una questione economica (solo per Casa Molinario hanno speso 750 mila euro), ma anche di diritto, non foss’altro che il nuovo fabbricato pareggerebbe i conti con i due vecchi edifici da abbattere pari a 12.676 metri cubi. “Tradotto il tutto in metri quadri – ci spiegano – si andrebbero ad utilizzare appena 4.814 metri rispetto ai 6.754 consentiti dal piano regolatore…”.

Con in una mano le cartine e nell’altra la delibera del consiglio regionale del 2012 sulla programmazione urbanistica del commercio al dettaglio, non hanno dubbi. “Noi siamo in A3 e non in A1” sottolineano. Essere in A1, cioè in centro storico, significa non poter fare quasi nulla, essere in A3, al contrario, quasi tutto, compreso un negozio con una superficie di 2.500 metri quadri.

E invece il Comune ha detto “no” addirittura due volte. Al primo, che faceva riferimento ad un’operazione di “variante semplificata al piano regolatore” ne è infatti seguito un secondo, sulla base di una memoria tecnica, inviata da Genco a sostegno della legittimità, della congruità e della completezza degli elaborati presentati.

Se ne era parlato anche nell’ambito di una commissione consigliare sull’assetto e uso del territorio, riunitasi nel mese di luglio.

“E’ una questione tecnica   aveva sottolineato e ancora sottolinea l’assessore Giovanna Codato Molto in sintesi, la legge regionale consente in deroga al piano regolatore, l’apertura o l’ampliamento di un’attività commerciale ma solo se non esistono terreni idonei da un’altra parte. In questo caso ce n’è uno verso Burolo, dalle parti del carcere… ”.

Che è pero come dire a uno che si è comprato un terreno per costruirsi la casa che lì non la può fare e deve andare a sbattere la testa da un’altra parte. E il dibattito, in commissione, si era concentrato anche su altri aspetti, a cominciare dalla disponibiltià dichiarata da Genco srl ad acquistare il parcheggio dell’Olivetti Multiservices mettendolo a disposizione del pubblico.

Sarò felicissimo – inforca il consigliere comunale Alberto Tognoli  se per una volta prevarranno veramente gli interessi legittimi degli investitori e quelli indiretti di tutta la città per gli effetti positivi che l’intervento avrà sia al commercio che alla viabilità cittadina. Ma anche per riportare  finalmente un po’ di vita in questa Città uccisa dagli interessi reiterati di un noto partito. Quegli interessi che  al momento paiono poco trasparenti e che pare si stiano nuovamente affacciando in altre zona della Città e sui quali la Lista dei Cittadini è stata senz’altro la prima a richiedere la massima visibilità  già in corso dell’ultimo Consiglio Comunale…”

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