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Solidarietà al popolo curdo

IVREA. Solidarietà al popolo curdo

Tanti i cittadini (circa duecento) si sono riuniti mercoledì scorso  davanti al Comune di Ivrea, per chiedere a gran voce la fine della guerra contro il popolo curdo. Molte le Associazioni che hanno aderito. Un pomeriggio sereno, ma di forte presa di coscienza e di ferma volontà di pace conclusosi sulle note della canzone “Bella ciao” cantata dalle donne curde.

E non finisce qui.  Al primo consiglio comunale utile è infatti in programma una mozione che impegnerà l’Amministrazione comunale ad alzare la voce, a chiedere la fine dell’invasione e dell’occupazione della Turchia nella siria del nord, a prevenire ulteriori  crimini di guerra e la polizia etnica da parte delle forze armate turche, a garantire la condanna di tutti i crimini di guerra secondo il diritto internazionale, a fermare la vendita delle armi in turchia, all’istituzione di una no-fly zone.

 

“I Curdi siriani sono eversivi per il solo fatto di esistere”  ha spiegato Mario Beiletti dell’Anpi al presidio, chiara nella memoria la lotta di Resistenza ed il sacrificio dei Partigiani, chiarissimi gli ideali di pace, solidarietà, ripudio della guerra. “In una regione – ha continuato  – dominata da dittatori, sultani, fondamentalisti religiosi, terroristi, nel Rojava si vota, funziona la pubblica amministrazione, le cariche elettive prevedono la parità dei sessi. Le donne hanno combattuto e continuano a farlo al fianco degli uomini. I Curdi sono una spina nel fianco dei loro vicini: se i gruppi turchi, siriani, iracheni e iraniani si unissero in un’unica nazione, sarebbero forti e indipendenti. I Curdi hanno il petrolio, e questo suscita l’appetito di tutti. La Turchia non ha mai voluto riconoscerli, il suo sogno sarebbe il loro genocidio, così come aveva fatto con gli Armeni. I combattenti curdi, i pashmerga, sono ora considerati pericolosi: erano “gli scarponi sul terreno” per gli Stati Uniti nella lotta contro l’isis, e adesso vengono abbandonati. La riconoscenza non è un valore in politica. Così, ora, la mancanza di una visione ideale e politica dell’Europa, il tradimento di Trump, le mire delle nazioni confinanti segnano nuove guerre e stragi. La guerra rimette in gioco i foreign fighters irriducibili che potrebbero tornare seminando nuovi lutti. Erdogan usa come merce di scambio e di ricatto i tre milioni e mezzo di profughi che l’Europa ha prima accettato venissero chiusi dall’ennesimo muro. E l’Italia continua a produrre e vendere armi che servono al massacro di popoli innocenti. Ricordiamo gli Yemeniti. Noi ci saremo sempre, ed il nostro pensiero, il nostro cuore sono al fianco dei nostri fratelli partigiani curdi. Viva la Resistenza delle donne e degli uomini curdi, viva la Resistenza del popolo curdo…”.

 

Hanno aderito

ANPI, CASA DELLE DONNE, LUCYASSOCIAZIONE, BELLAVISTA VIVA, COMITATO GEMELLAGGIO IVREA/QALADIZA e di SOLIDARIETA’ con il POPOLO KURDO, ART.1, PARTITO DEMOCRATICO IVREA, PARTITO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA-IVREA, M5 di IVREA,VIVIAMO IVREA, CGIL-IVREA, CISL TORINO e CANAVESE,UIL CANAVESE, GRUPPO TERRITORIALE DI EMERGENCY CANAVESE, OSSERVATORIO MIGRANTI, MIR, CENTRO GANDHI, FRATERNITA’ CISV di ALBIANO. 

 

 

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Blogger: Sofia Bellaver

Sofia Bellaver
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