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Municipio ivrea
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IVREA. Tra realtà e immaginario

Ormai in pieno contesto pasquale, persino coinvolgendo l’imminente festa religiosa, non può venir comunque meno, dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, l’astrazione del versetto 118-120 del canto XXVI dell’Inferno, che esorta a ricordare che “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.”

E’ così che, ghermiti dal cerimoniale della Santa Pasqua, si può arrivare a dissertare anche sulla  Resurrezione di Gesù di Nazareth. Tale prodigioso evento sarebbe dovuto avvenire, secondo alcuni profeti, il terzo giorno successivo alla sua morte in croce. Ebbene c’è chi contesta questa “tempistica” riferendosi alle stesse fonti cristiane che raccontano che Gesù fu crocifisso all’ora terza (nove di mattina) e morì all’ora nona (tre del pomeriggio) del venerdi. Parrebbe quindi che i tempi siano stati più brevi e la resurrezione sia avvenuta ben prima del terzo giorno. Infatti, se Gesù morì il pomeriggio del venerdì e all’alba della domenica era già risorto, allora non sarebbero trascorsi tre giorni, ma meno di due giorni!

Ciò emergerebbe dalla lettura stessa dei Vangeli. Materia tra l’esoterico e l’arcano che ci rende meno indecifrabili, più metabolizzabili, le manipolazioni dell’oggettività con cui oggi si cozza quasi quotidianamente. Se la lunga premessa voleva essere un tramite per entrare nell’argomento della Pasqua e formulare così gli Auguri agli affezionati Lettori, mi da anche modo di toccare un paio di temi recenti della nostra vita quotidiana, dei nostri luoghi, sui quali l’esortazione di Dante Alighieri non può venir meno.

Ho segnalato da tempo che è già partita la campagna elettorale per le Amministrative di Ivrea del 2018 da parte dell’attuale Esecutivo. Corroboro questa ipotesi con parte della sequenza di annunci ad effetto che si stanno inanellando ad ogni uscita di un noto quotidiano locale: milioni di euro in arrivo per il turismo, rivoluzione del centro storico e costruzione della Nuova Biblioteca, il rilancio a suon di milioni di euro del Castello, il Parco Fluviale, i milioni per il risanamento di asili e scuole, il Nuovo Foro Boario, la rinascita di Via Jervis, il nuovo PRG, una piscina nuova di zecca, ecc. ecc. ecc..

Altro che resurrezione! Siamo ben oltre, al miracolo, anche se solo a parole. Ma evidentemente questa spinta propulsiva, tendente a nascondere una realtà deprimente per l’operato dell’amministrazione attuale e a creare un’immagine irreale di quell’intraprendenza mai vista sinora, non era ancora sufficiente e allora boom! ecco l’ultima sparata ad effetto: resuscita (qual momento poteva risultare più propizio per l’annuncio!) il progetto del Nuovo Ospedale di Ivrea e dintorni!!!. Se ne era parlato per decenni, non se ne sentiva parlare da anni. Almeno da quando, nella campagna elettorale del 2013, la LISTA DEI CITTADINI l’aveva inserito nel suo programma (sfido a trovarlo in qualche altra lista che partecipò alle lezioni), non se n’era più sentito parlare, ma ora, con i mesi che scorrono velocemente, perché non mettere anche il Nuovo Ospedale nel calderone delle promesse elettorali? Basterà poi regolarmente dimenticarsene, dopo il voto, come per tutte le altre costose promesse già fatte, secondo una regola ben sperimentata che pare di difficile comprensione da parte degli affezionati elettori. Ovviamente sono perfettamente convinto che l’attuale Ospedale sia una struttura inadeguata, con elevati costi di gestione e scarsa funzionalità per la sua localizzazione inidonea.

La LISTA DEI CITTADINI, certo la notizia non ha avuto molta visibilità, ha a suo tempo stoppato un’insana iniziativa di sopraelevazione di un piano che avrebbe comportato costi supplementari per adeguare le strutture portanti di tutti i piani esistenti da oltre sessant’anni alla normativa sismica vigente. E però più inquietante che la proposta giunga da un politico che ha avuto tanto tempo per sostenere la nuova costruzione di una struttura che dovrà essere dimensionata su un adeguato numero di utenti. Ma lo è ancora di più che si ritenga di conoscere già la nuova localizzazione della nuova struttura, si dice a sud dell’area Montefibre. Che si stia già confezionando la trama di un tessuto urbanistico che già ha fatto tanto discutere per quanto è avvenuto nell’area ex Montefibre?. Che si stia già predisponendo un nuovo episodio di urbanistica contrattata che sembra ancora prevalere rispetto a quella riformista?. Che si stia già trovando una destinazione a quei 20.000 mq. di SUL (superficie utile lorda) che sono rimasti orfani di una destinazione, non essendo mai esistito il terreno di atterraggio? Vigileremo sulle mosse che l’attuale amministrazione ha ritenuto di accaparrarsi, malgrado si sia ormai a fine mandato, con lo studio della Variante Strutturale di PRGC. Speriamo che una qualificata “Consulta di Professionisti” possa fiancheggiare con competenza e rigore il lavoro dei tecnici esterni (anche alla realtà locale) già incaricati.

L’altra vicenda che mi lascia alquanto perplesso è l’escalation di iniziative dal presunto contenuto culturale, anch’esse infarcite invece, amio modo di vedere, di sfondo elettorale. Alludo al già avvenuto Summit/Kermesse del Movimento5Stelle alle officine H ed ai due incontri previsti per dare visibilità a quel “Polo Culturale” e/o “Cantiere delle Idee” che sono annunciati per il 12 ed il 26 aprile presso il Museo Garda. Ospiti di riguardo, personaggi che vanno a ruba sui social, illustri professori del mondo bibliotecario che dovrebbero, per qualche astruso motivo contribuire a risolvere i problemi di casa nostra, magari passando prima per i rispettivi profili facebook. Non ci casco. Non sono così ingenuo.

Tutto fumo e niente arrosto. Credo che quello che occorre è un confronto, magari sì ambientato con altrettanto risalto, che coinvolga però tutto quello di cui sono convinto il Territorio già dispone in termini di capacità, competenza e anche fantasia, creatività, ingegno, magari per parlare  una buona volta per davvero del “nostro” futuro. Ma “roba” nostra, locale, quella che può mettere in pista anche l’affezione, l’attaccamento alla Città e al nostro Territorio. Anche un po’ di cuore in mezzo a tanti pixel ingannevoli. Certo per poter attivare le nostre “migliori menti” bisogna vincere 40 anni di politica sostanzialmente clientelare che ha determinato una totale disaffezione a fare tutti “squadra”.

Togliersi di dosso le paturnie di un passato recente, noi che ne abbiamo uno millennario dagli infiniti risvolti gratificanti che non aspettano che di essere utilizzati con intelligenza. Senza presunzione e senza arroganza, penso che non ci servono né tutori né badanti. Basta solo crederci.

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