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IVREA. Pokemon anche tra i banchi del Tribunale

Ci sono i Pokemon a Ivrea? Eccome se ci sono. Molti di questi, nell’anello del centro storico, si trovano in particolare in via Siccardi, dove si trova la Questura, ma non è sprovvisto, a proposito di luoghi di giustizia, il nuovo tribunale della città dove alcuni Pokemon sono stati catturati proprio tra i banchi delle aule, tra un processo e l’altro. Le palestre? In via Palestro mentre i Pokestop si concentrano in piazza del Municipio, al monumento davanti al liceo Botta e alla Meridiana. Pokemon Go è una vera e propria mania, più di una moda. Un fenomeno di costume che ha travolto non solo i più giovani. Basta guardarsi intorno per vedere giocatori di ogni età che, telefonino alla mano, girano come zombie per le strade a caccia di Pikachu e compagni. Pokemon Go, nel giro di pochi giorni ha superato qualsiasi applicazione da smathpone: Facebook, Whatssapp, Twitter solo per citarne alcune. E su Google, il numero di click ha battuto perfino quelli del sito per soli adulti, YouPorn, All’esterno ne sono già capitate di tutti i colori. Un cacciatore di Pokemon neozelandese ha, addirittura, lasciato il suo posto di lavoro per andare in cerca di mostri tascabili (Pokemon è la contrazione di pocket monsters, cioè mostri tascabili, Ndr) in giro per il mondo. In Gran Bretagna un giocatore incallito ha chiamato il 999 (numero per le emergenze in Inghilterra) per denunciare il furto di un Pokemon. Nel Missouri, una baby gang di ragazzini organizzava scontri tra allenatori per attirare giovani vittime in luoghi appartati, per poi derubarle. E in Italia? A poche ore dal lancio del gioco, il server è andato in tilt, impossibile, dunque connettersi e giocare, tanto l’afflusso. Il primo multato a Torino: viaggiava in motorino cacciando Pokemon in Corso XI Febbraio In piazza Vittorio è scoppiata una rissa tra giocatori. Ci sono Pokemon rari, per i quali si sono riversate in strada orde di giocatori impazziti, come a New York, Central Park, dove alcuni cacciatori sono stati schiacciati dalla calca. E mentre la moda dilaga e alcuni stanno iniziando a giocare proprio in questi giorni, Nick Johnson ventottenne di Brooklyn, ha finito il gioco riuscendo a collezionare i 142 Pokemon disponibili negli Stati Uniti: alla cifra completa dei 150 mancano infatti 5 Pokemon inediti e 3 disponibili in particolari regioni degli USA. In Italia, dove il gioco è stato lanciato ben dopo che in altri paesi come Giappone e Stati Uniti, la ricerca è ancora frenetica. In città come Venezia sono stati addirittura lanciati degli appelli con tanto di petizione da parte dei giocatori: “Siamo penalizzati: qui ci sono troppo pochi mostri da catturare”: Il Codacons, intanto, lancia l’allarme sottolineando l’aumento degli incidenti stradali in Italia causati da utenti distratti dal videogioco, ha presentato un esposto alla Procura di Roma sollecitando un’indagine per “attentato alla sicurezza dei trasporti”. E i familiari delle vittime della strada, invece, hanno scritto al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, chiedendo lo “stop” dell’App Nintendo ritenendolo pericoloso per automobilisti e pedoni. Anche il Telefono Azzurro è in allerta: “La realtà aumentata e la geolocalizzazione rischiano di esporre i piccoli giocatori a non pochi pericoli, primo fra tutti l’adescamento da parte di adulti malintenzionati con gli scopi più diversi, dalla rapina all’abuso sessuale”: è l’allarme lanciato. A parlare di Pokemon, nei giorni scorsi, è stato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che durante la cerimonia del Ventaglio ha dichiarato: “le discussioni fin qui tenute sul referendum mi sono apparese surreali, come la caccia ai Pokemon”. Una metafora figlia dei tempi che, per Mattarella, coincidono con l’ultima moda in fatto di giochi.

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