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IVREA. Per far cultura basta avere una tessera del Pd

Politiche culturali o una cultura politica difficile da estirpare?

E’ un dato di fatto: a Ivrea è in mano ai privati.

Ma c’è privato e privato… e il monopolio resta puntualmente nelle mani dei soliti noti, meglio se tesserati Pd…  Tra gli altri al segretario dimissionario Dimitri Buracco Ghion che è poi lo stesso che in una lettera a questo giornale di qualche giorno fa ha sostenuto di non aver mai fruito di contribuzioni pubbliche.

Quando?

Per l’inaugurazione del Museo Garda? Non è forse vero che la Fondazione Guelpa (fondata e partecipata dal Comune) ha destinato quasi 65mila euro all’azienda “Pubblico08” ricollegata proprio a lui?

Accadeva nel 2013 e c’è di più. Una parte di quei soldi servì a pagare dj Foresta, uno che guarda caso, alle elezioni di quell’anno, era pure candidato nella lista civica in appoggio del Sindaco Carlo Della Pepa.

Una coincidenza, per carità.

E’ normale! Se uno fa il dj, fa il dj, mica è colpa sua se poi casualmente se ne stava cercando uno e lui per quel giorno non aveva impegni.

Peraltro, prima del Garda Buracco aveva ottenuto anche una serie di minori e piccoli incarichi, tra gli altri uno per la realizzazione di una “app” per l’Ecomuseo Ami (Anfiteatro Morenico di Ivrea).

Via un Pd, avanti con un altro amico del Pd.

Succede sempre nell’ambito dei soldi scuciti attraverso la Fondazione Guelpa.

Cos’altro c’è in ballo? Quei 35mila euro assegnati a Gianmario Pilo per “La Grande Invasione”, l’evento dedicato ai libri attualmente in corso in città.

In teoria il bilancio dovrebbe pareggiare intorno ai 100 mila euro.

C-e-n-t-o-m-i-l-a e-u-r-o? Proprio così!

Ci si chiede: ma davvero costa così tanto organizzare 4 giornate di reading, considerando peraltro che gli ingressi sono a pagamento?

E poi ancora… E’ proprio il caso di spendere tutti questi soldi in momenti di vacche magre come quelli che si stanno vivendo oggi.

L’altro lato della medaglia è qualcosa di davvero pruriginoso.

Perchè sotto le rosse torri non tutti, evidentemente, godono della stessa considerazione.

Prendiamo il Jazz Festival. Solo quest’anno, dopo molta fatica, l’organizzazione è riuscita ad ottenere un contributo (sempre dalla Guelpa) di 15mila euro su un bilancio di 30mila euro. Non senza aver tribolato parecchio, per i tagli, operati negli anni precedenti, dal Comune.

Seguono una lunga scia di associazioni, uomini e donne che non riescono nemmeno ad ottenere il patrocinio, come quelli  del Grande Evento del Canavese (che coinvolge vie cittadine e tantissimi commercianti). Hanno bussato alla porta dell’Assessorato alla Cultura, che per tutta risposta gliel’ha sbattuta in faccia.

“Non si ritiene di concedere il patrocinio alla manifestazione perché non presenta connotazioni di interesse pubblico né di carattere prettamente culturale e/o valenza turistica in quanto rivolto prevalentemente agli abitanti del territorio” ha scritto loro l’Assessore Laura Salvetti nella il 1° marzo scorso.

Tutte scuse?

A quanto pare sì, visto che per la prima edizione del 28 settembre 2014 l’Assessore al commercio Giovanna Strobbia aveva detto loro che trattandosi della prima edizione “non si poteva ancora parlare di Patrocinio”.

“Non abbiamo chiesto alcun contributo, soltanto il logo del Comune” spiegano gli organizzatori.

Essere o non essere: questo è il problmea. Ah… se solo si sapesse che a Ivrea basta avere una tessera del Pd in tasca.

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