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IVREA. Parcheggi a Ivrea? Potrebbero finire sul tavolo di Cantone

Il consiglio comunale non aveva ancora finito di approvare a colpi di maggioranza una nuova convenzione con la società Ivrea Parcheggi, con tanto di modifica della precedente scadenza (spostata in avanti di 10 anni) e dello statuto (per consentirle oltrechè di gestire i parcheggi a pagamento, anche di eseguire lavori di manutenzione stroardinaria e ordinaria di piazze e strade) che già i lavori stavano cominciando a tutto spiano.

Da oggi in avanti e per almeno un mese e mezzo, 4 piazze verranno letteralmente messe sotto sopra. In piazza Borgoglio, a ridosso della parete rocciosa, verrà costruito un muretto al confine con via Guarnotta e chiusa la gradinata centrale. In piazza Pistoni, nell’area di fronte all’ascensore che porta all’ospedale verrà rimosso un ceppo, risistemata l’aiuola fronte strada e costruita una rampa che porterà alla parte superiore della piazza. In via Amedeo di Castellamonte, sarà realizzata un’isola pedonale adiacente via Circonvallazione. Infine, in piazza Fillak, un nuovo asfalto con rimozioni delle radici degli alberi.

Di contorno, c’è da giurarci, infiammerà la polemica.

E sarà la continuazione di una polemica scoppiata in consiglio comunale dove ci si è chiesto se non sia un pochetto strano che una società chiamata “Ivrea Parcheggi” (85% di proprieta del Comune e 15% dell’Aci) possa occuparsi, oltre che della sosta nei parcheggi a pagamento, anche di costruzione e manutenzione strade.

In premessa l’esigenza del sindaco di velocizzare un’attività a cui l’ufficio tecnico non riesce a dedicare il tempo necessario “perchè è oberato di lavoro ed ha delle priorità”.

Insomma, un antidoto alla burocrazia, particolarmente comodo nei pochi mesi che ci saranno da qui alle elezioni, con la voglia che c’è di dimostrare d’aver fatto qualcosa.

“Sono sconcertato – aveva alzato il dito indice il consigliere comunale Alberto Tognoli – Non avrei nulla da obiettare se la società fosse dotata di una struttura in grado di fare i progetti, ma non mi risulta. Tanto meno possiede i mezzi per portare avanti i lavori….”.

Le opposizioni, in realtà,  constestavano e contestano l’esistenza stessa di Ivrea Parcheggi che da quando è nata, nel non lontano 1993, pur a fronte di un fatturato cresciuto nel corso  degli anni fino agli attuali 1.3000.000 euro, continua a pagare un canone che è rimasto fermo a 303 mila euro.

“E’ stato sabilito nel 2008 e non è mai stato rideterminato. Leghiamolo ai ricavi”, s’era lamentato Comotto e non era la prima volta che batteva, inascoltato, su questo tasto.

Di tutt’altra opinione il sindaco.

“I risultati di Ivrea Parcheggi sono positivi  – gli aveva risposto – la società ha chiuso i bilanci in positivo dividendo gli utili con noi e l’Aci…”. S’aggiunge che la società ha acquistato l’immobile in cui ha la sua sede e un intero piano del tribunale.

“Un mutuo – aveva aggiunto Della Pepascade il prossimo anno, il secondo nel 2017 e la rata è ampiamente ripagata dall’affitto del Ministero di Giustizia…”.

Lunga la disamina di Francesco Comotto sull’opportunità di appovare adesso, alla fine del mandato, un rinnovo di convenzione che non è un rinnovo, perchè non c’è scritto da nessuna parte che ce n’è una vecchia. Ma anche sulla necessità di portare fuori dal Comune quelle che sono specifiche competenze dell’Amministrazione comunale. Poi sui terreni di proprietà privata trasfomati in parcheggio e, infine, sull’acquisto dell’immobile del tribunale, cosa non prevista nell’oggetto sociale  e forse anche dalle norme vigenti.

E adesso? Tra i banchi dell’opposizione c’è chi spinge per inviare tutto alla Corte dei Conti e chi addirittura ci vedrebbe bene una informativa all’anti-corruzione di Raffaele Cantone. Chi vivrà vedrà…

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