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EMERGENZA CORONAVIRUS

IVREA. Panico da Coronavirus in un condominio di via San Lorenzo

Panico e paura del contagio in un condominio di via San Lorenzo toccato dal famigerato coronavirus con due persone risultate positive. Gli inquilini si chiedono perchè mai nessuno abbia detto loro niente (avrebbero prestato più attenzione a quello che toccavano) ma anche come mai non esistano soluzioni abitative diverse per chi deve farsi la quarantena a casa.

In realtà si tratta di un problema di non poco conto e davvero non si capisce chi debba prendersi la responsabilità di isolare dentro ad un albergo o in un qualsiasi altro posto i contagiati ai domiciliari. Perchè un conto è vivere in una villetta isolata, altro paio di maniche è il condominio, dove l’assembramento è per così dire costruito dall’uomo.

L’esigenza che l’Unità di sicurezza e l’Asl To4 collaborino con i sindaci nella ricerca di altre soluzioni abitative temporanee di fatto comincia ad essere indispensabile.

Lo chiediamo di nuovo: chi si sta occupando dei malati in quarantena ai propri domicili? Chi sta pensando agli infermieri e, più in generale,  al personale della sanità che potrebbe aver contratto il virus e non lo sa ….?

Alcuni amministratori comunali, proprio in questi giorni, ci hanno informato di aver preso contatti con le strutture alberghiere presenti sul territorio e di avere raccolto da tutte la massima disponibilità (pagando il giusto), nel contempo però anche di aver ricevuto dei “secchi” no da parte del direttore generale dell’Asl To4 Lorenzo Ardissone. Indisponibile  a mettere in piedi un qualsivoglia percorso di accompagnamento, quindi di dare il nome dei “dimessi”. D’altro canto nel momento stesso in cui un cittadino fuoriesce dai presidi, il problema non è più affar suo, solo che non si capisce di chi dovrebbe essere…

Ora non v’è chi non veda in questa gestione della pandemia una serie di falle troppo grandi da comprendere. La soluzione, più volte avanzata da noi e da altri, potrebbe essere rappresentata dall’istituzione di un COM (Centro operativo misto), ma deve essere autorizzato dal Prefetto. E sarebbe un luogo fatto apposto per organizzare gli aiuti. Tutti seduti intorno a un tavolo o in videoconferenza per gestire l’emergenza. Amministratori pubblici, volontari, consorzi assistenziali e protezione civile saldamente collegate tra loro e con un unico obiettivo. Si potrebbe anche solo cominciare con un gruppo di whatsapp. Si può fare anche senza la benedizione del Prefetto? Noi crediamo di sì, ma ci vorrebbe l’adesione di Ardissone. E siamo di nuovo al punto di partenza…

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Un commento

  1. Avatar
    Massimo Giugler

    È assurdo e irresponsabile il fatto che non si agisca una strategia di isolamento mirato x contenere il contagio

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