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IVREA. Oggi si torna al nido. Ma i problemi non sono finiti

800MILA EURO PER METTERE IN SICUREZZA LA BERTOLE’

DELLA PEPA: “TEMPI TROPPO LUNGHI, PREFERIAMO INTERVENTI A TAMPONE”

800mila euro. E’ quanto servirebbe per mettere completamente in sicurezza la scuola primaria “Ernestina Bertolé” secondo le stime dell’Ufficio Tecnico comunale. Mettere mano a tutti i plessi scolastici, d’emblè, una volta per tutte, per il Sindaco Carlo Della Pepa è escluso. Troppo costoso. “Con un milione di euro in cassa che non si possono toccare, il Comune non dispone di risorse sufficienti” dice. E non basterebbe probabilmente, pescare dal salvadanaio Guelpa. Ma resta in piedi questa proposta avanzata dal Presidente del Consiglio Comunale Elisabetta Ballurio, che ha posto la messa in sicurezza delle scuole come “prerequisito” per votare il prossimo bilancio di previsione.

Soldi e tempistiche. L’altro cruccio riguarda i mesi necessari per lo svolgimento dei lavori. Per l’asilo nido “Olivetti” Della Pepa ha dichiarato, in un incontro con i genitori avvenuto martedì scorso, che “servirebbe un anno”. “Preferiamo svolgere – ha comunicato il Sindaco alle famiglie – puntuali interventi in estate per limitare i disagi. Abbiamo chiesto all’Ufficio Tecnico un programma di interventi complessivo ma ci dobbiamo dare delle priorità: in due mesi, tra luglio e agosto, non è possibile fare tutto”. E al Nido Olivetti i problemi non sono limitati alla recente scoperta di una canna fumaria in fibre d’amianto. Che semmai è soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso: due settimane fa una parte d’intonaco della sezione arancione (dove si trovano i lattanti) è cascato giù, mettendo in evidenza la presenza del pericoloso materiale tanto utilizzato negli anni sessanta. Il Comune, di fronte alla segnalazione, è corso ai ripari. Le analisi ambientali hanno dato esito negativo. L’amianto non è nocivo se coperto, ma solo se respirato, e non ci sarebbe stata dispersione nell’aria. Nel giro di dieci giorni gli operai hanno ripristinato gli intonaci e tappato la canna fumaria.

 

Ivrea nido pilastriDA OGGI SI RITORNA AL NIDO

MA I PROBLEMI NON SONO FINITI: PILASTRI INSTABILI E INTONACI AMMUFFITI

Da oggi, lunedì 1° febbraio, i piccoli potranno tornare a scuola.

Ma la riapertura della sezione arancione non mette la parola “fine”. Le pareti del nido Olivetti, un po’ per l’architettura (il tetto piano con grondaie interne), un po’ per le abbondanti precipitazioni cadute soprattutto nell’ultimo anno, sono impregnate d’acqua.

Ci sono intonaci da ripristinare e 73 metri di pietre, che compongono i pilastri interni, da mettere in sicurezza.

“La situazione dell’asilo è tranquilla: dal punto di vista dell’amianto posso rassicurare i genitori – ha sottolineato Della Pepa -. E’ un problema che non esiste, che può capitare in ogni casa costruita in un certo periodo.

Da parte del Comune c’è sempre stata la massima attenzione. Chiaramente sette anni fa, quando mi sono insediato, le condizioni delle strutture erano migliori. Ma già tre anni fa, di fronte alla segnalazione della presenza di amianto nei pavimenti del piano superiore, siamo intervenuti. Poi abbiamo saputo della presenza di coibentazioni in amianto nella cantina e anche in quel caso abbiamo provveduto ai lavori.

Esistono invece altri problemi. Le pietre dei pilastri col tempo hanno dato dei problemi. Abbiamo messo delle cinghie, così come nel cornicione laterale. L’Ufficio Tecnico sta valutando se abbatterli o rifissarli. Va trovata una soluzione con la Sovrintendenza, trattandosi di un edificio storico, per avere un progetto entro febbraio ed intervenire per il mese di marzo. Nel frattempo dovremo occuparci degli intonaci e delle infiltrazioni, per cui l’iter sarà più lungo”.

Scettici i genitori. Molti di loro contestano piccole ma costanti mancanze da parte dell’Amministrazione Comunale e degli Uffici. “Cinquanta giorni abbiamo atteso – ha sottolineato un genitori – perché fosse sostituito un vetro rotto. Un’inezia, di fronte all’amianto, ma un pericolo per i piccoli. Esausto, ho mandato una mail. Il giorno dopo era già riparato. Ma non dovrebbe neanche servire la mia mail, si dovrebbe intervenire”. All’ingresso da, qualche tempo, sono collocati dei dissuasori, per protezione da eventuali distacchi di marmo dal tetto.

“Perché le famiglie non vengono informate? – si sono domandate altre mamme -. Perché non vengono convocati incontri? Si sarebbe potuto parlare dei problemi del nido già quando, in autunno, ci fu l’incontro con l’Assessore Vino per affrontare l’aumento delle rette”.

Per carenza di iscrizioni, quest’anno è stata eliminata una sezione. Un bene, da un certo punto di vista, considerate le condizioni delle aule. Basta pensare che la sezione pappa, dove le infiltrazioni sono spaventose, è stata trasformata in una scarpiera. L’umidità trasuda dal soffitto del bagnetto dei piccoli. L’anno scorso, per sopperire all’ammuffimento di una parete, è stato ridotto lo spazio con un muro di cartongesso.

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