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Ricca Sergio Luigi

IVREA. Nell’Asl To4, sindaci contro sindaci

In vista dell’assemblea dei sindaci dell’Asl To4 convocata tra le altre cose anche per discutere di un nuovo ospedale a Ivrea, si affilano le armi.

A partire lancia in resta sono una cinquantina di sindaci canavesani, a cui l’idea di concentrarsi troppo su Ivrea proprio non va giù. Per questo hanno preso carta e penna e scritto una lunga lettera.

Per dire sì al nuovo ospedale, ma da un’altra parte.

Su un unico concetto sono tutti d’accordo:  l’attuale nosocomio è decrepito, difficilmente accessibili e non migliorabile

“Non è invece condivisibile – scrivono i sindaci dell’alto e basso canavese – la proposta dell’indicazione dell’area ex Montefibre….

Perchè?

Perchè la notevole distanza dei Comuni dell’Alto canavese dall’ospedale di Ivrea e le difficoltà nel raggiungerlo, da sempre penalizza i cittadini residenti nelle “terre alte” e nei comuni del basso canavese…”.

Da qui la proposta e la richiesta di non dare per scontata l’ubicazione dell’ipotetico nuovo ospedale di Ivrea e/o Canavese nell’area ex Montefibre di Ivrea, ma di aprire un confronto tra tutti i sindaci dell’Asl To4, per una scelta che tenga conto di tutte le esigenze, anche di quelle logistiche e infrastrutturali dei territorio periferici.

Sul tavolo l’ex area industriale Pininfarina di San Giorgio Canavese

“Esiste già uno studio di comparazione tra le due ipotesi ed è del 2009 – anticpia il sindaco Luigi Sergio RiccaEra stato approvato a larga maggioranza con una ventina di astenuti e un paio di sindaci contrari…”

E già in allora si era optato per Ivrea considerando l’accessibilità (ferrovia), le indicazioni dei piani regolatori e la proprietà che è privata a San Giorgio e pubblica a Ivrea.

Ma il problema è ancora un altro e fa riferimento agli obiettivi che si vogliono raggiungere.

“Io non parlerei dell’ospedale unico del Canavese – marca stretto Ricca considerando in un certo senso improvvida questa uscita – Così si corre il rischio di lavorare per la chiusura dei presidi di Castellamonte e di Cuorgnè, come sta succedendo dalla parti di Moncalieri. Io mi concentrerei sul nuovo ospedale di Ivrea e basta…

Si aggiunge che bisogna avere chiaro qual è l’obiettivo.

“Nel 2009, ai tempi della presidenza regionale di Mercedes Bresso era stato approvato un piano che prevedeva la costruzione di cinque nuovi ospedali, tra cui la Città della salute di Torino e Ivrea – va a memoria Ricca – Erano anche stati stanziati dei soldi per il progetto preliminare (circa un milione di euro) che non sono stati utilizzati perchè abbiamo dormito. Quel che dobbiamo invece fare subito è un progetto pronto e cantierabile che ci metta nelle condizioni, se dovesse mai passare, di poter prendere il treno dei finanziamenti. Questo è quel che dobbiamo fare, non certo cominciare a discutere su ipotetiche localizzazioni che non ci portererebbero da nessuna parte salvo continuare a discutere all’infinito…

 

i 50 Comuni
canavesani che chiedono un Ospedale unico del Canavese

Agliè, Alpette, Bairo, Baldissero, Bogiallo, Bosconero, Busano, Canischio, Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Ceresole, Chiesanuova, Ciconio, Cintano, Colleretto Giacosa, Cuceglio, Cuognè, Favria, Feletto, Forno, Frassinetto, Ingria, Levone, Locana, Lusigliè, Ozegna, Pertusio, Pont Canavese, Prascorsano, Pratiglione, Ribordone, Rivara, Rivarolo Canavese, Ronco, Salassa, San Colombano Belmonte, San Giorgio, San Giusto, Noasca, Oglianico, San Ponzo, Sparone, Torre, Valperga, Valprato, Vialfrè

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