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IVREA. Marino chiude e apre l’archivio

Gli ultimi giorni di ogni anno sono dedicati a bilanci e previsioni: ed è sicuramente ricco di soddisfazioni e di esperienze il bilancio di Franco Marino, storico fotografo di Ivrea che il 29 dicembre ha abbassato per l’ultima volta la serranda del suo negozio, “La vedetta”, al civico 12 di piazza di città, da tutti considerata una sorta di tappa obbligata per le foto del  Carnevale, matrimoni, cerimonie, eventi pubblici come la festa di San Savino e tanto altro ancora.

Improntate al consueto dinamismo i progetti per il “dopo” negozio. Conclusi 57 anni di attività e “onorato servizio” , infatti, lo stesso Marino, nel salutare e ringraziare gli amici, davvero tantissimi, che lo hanno festeggiato, promette di non allontanarsi in realtà dalla fotografia , che è stata la sua vita.

Si godrà quella che prima ancora che un lavoro è stata una passione mantenendo l’Archivio Marino, uno spazio con le immagini di oltre mezzo secolo di Ivrea allestino a destra delle storiche vetrine. Franco metterà così a disposizione tutto il suo lavoro, iniziato all’alba degli anni 60 e confida di poter essere di supporto con consulenze e magari anche corsi di fotografia. Fra i suoi auspici per la nuova vita, ora che sta per toccare il traguardo delle 70 candeline, c’è anche quello di dedicarsi alle sue donne, la moglie Nadia, che condivide con lui  ogni attimo dal 1973 e soprattutto la figlia Daiana, residente a Parigi, dove lavora per l’Onu.

Del resto Franco non ha mai fatto mistero dei suoi profondi legami famigliari, con l’anziana madre, con il papà, radiotelegrafista della Polizia di Stato che da Reggio Calabria, città d’origine dei Marino, conobbe Ivrea alla  fine degli anni 50 collaborando con l’allora Vicequestore Battegazzorre e ne rimase colpito tanto da consigliare ai suoi figli di venire a vivere qui.

Gli diedero ascolto e Franco non cercò lavoro nella grande fabbrica, ma presso lo studio del fotografo Givonetti, di cui fu garzone di fiducia fino al 1968, quando questi all’improvviso morì.

Franco affiancò anche la vedova per due anni ancora e quando nel 1970 la signora decise di vendere rilevò il negozio, proprio quello che lo ha reso famoso e conosciuto non solo in città.

Da qui iniziò l’era di Foto Marino, mai messa in dubbio, salvo che  per qualche mese, dalla tentazioni di una carriera calcistica nelle file dell’Ivrea Calcio, quando premiato come miglior calciatore vene accompagnato  per un provino a Coverciano, dal cercatore di talenti Silvio Piola.

 

Grazie Franco

Chi non è passato dalle sue vetrine il sabato di Carnevale dopo le 21 per scoprire le foto della Violetta affacciatasi pochi minuti prima al balcone?

Chi non si è cercato nei suoi scatti  dedicati alle fasi più intense della battaglia delle arance?

Chi non si è affidato a lui per un ritratto o per fermare con la nettezza e la bellezza delle immagini i giorni più belli della vita. Un artista della pellicola, amareggiato per le improvvisazioni favorite delle tecnologie digitali, ma sempre orgoglioso della propria competenza e della propria creatività.

Un lavoro lungo oltre mezzo secolo ti rende non solo una sorta di presenza familiare, ma un vero e proprio personaggio: e così molti gli hanno chiesto, negli anni, di raccontare aneddoti e curiosità sugli eventi cittadini più importanti, a cominciare da quello Storico Carnevale che lo vede sempre instancabile ed energico a guidare il drappello di fotografi ed operatori.

E allora Franco si diverte a raccontare di quella cena in cui il Generale conobbe una Mugnaia che poi … non si rivelò essere la stessa Signora proclamata il sabato sera.

Uno scherzo o un repentino cambio di rotta dell’organizzazione?

Marino su questo sorride sornione, mentre con un filo di nostalgia ricorda anche il lunedì con il pranzo dei fotografi, una tradizione andata perduta negli ultimi anni, proprio a causa di quel moltiplicarsi di obbiettivi e flash. Lui, però, non è mai mancato a un appuntamento, con la Violetta o con il Generale, con una dolce sposa o con qualche tenero bimbetto, con la bellezza dei cavalli a San Savino o lo splendore dei paesaggi intorno a Ivrea.

Grazie, Franco, alla prossima.

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