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Carlo Della Pepa
Il sindaco Carlo Della Pepa

IVREA. Ma che cos’è la Città Metropolitana?

Vai a chiedere alla gente che cosa sia la “Città Metropolitana”…. Booooh! I cittadini, al più, non lo sanno. Ed in fondo l’argomento è anche poco interessante. Una sovrastruttura, potremmo riassumerla, che ha sostituito la Provincia, la cui assemblea è formata dai Sindaci del torinese, che non percepiscono un centesimo, e dovrebbe svolgere delle funzioni senza avere un soldo in tasca, se non quei miseri contributi che potrebbero arrivare da Roma e che già mettono a rischio servizi indispensabili come la viabilità, storicamente gestita dalle Province (a rischio non opere pubbliche ma la semplice, quotidiana, manutenzione). Una sovrastruttura dai meccanismi farraginosi ed incomprensibili per i profani, vista la distanza che la separa dai vari Consigli Comunale, figuriamoci dalle persone “normali”…

A mettere sul tavolo il paradosso di questi meccanismi, nell’ambito di una così rilevante trasformazione istituzionale del territorio, è stato, martedì sera, nel Consiglio Comunale di Ivrea, Alberto Tognoli della “Lista dei Cittadini”. Con una mozione, ha chiesto conto al Sindaco Carlo Della Pepa del perché non si sia confrontato con i consiglieri prima di esprimere voto favorevole allo Statuto alla conferenza dei Sindaci del 14 aprile scorso, col quale sono state definite, per altro, undici cosiddette “aree omogenee”, tra cui quella dell’eporediese. “In seguito alla Conferenza, è arrivata nota del Presidente della Città Metropolitana Fassino, il quale annunciava il voto favorevole dato allo Statuto – ha premesso Tognoli -. Non credo ci siano stati molti atteggiamenti come quello tenuto dal Sindaco di Ivrea…”.

Secca la risposta di Della Pepa. Nulla da rimproverasi: “in questa mozione si dice – ha risposto – che il mio comportamento, legittimo, avrebbe creato danno all’immagine del Consiglio Comunale ma non coincide con il mio atteggiamento. Ho condiviso tutti i documenti che mi sono arrivati e prima ancora mi ero fatto promotore di un incontro al Bioparco con Sindaci e amministratori. Ho chiesto se dovessi avere un preciso mandato da parte del Consiglio, e mi è stato risposto di no”.

Della Pepa ha invece esposto tutte le ragioni per cui la Città Metropolitana può far ben sorgere del malcontento. “Questo Statuto – ha premesso – probabilmente rende insoddisfatto ognuno di noi, ma non può non recepire la Legge Delrio. Concordo con chi dice che sia un meccanismo molto farraginoso, basta pensare all’iter di approvazione del bilancio”. Della Pepa non ha partecipato all’assemblea dell’area metropolitana di giovedì scorso (concomitante il tavolo di crisi Olivetti), ma ha definito anche un “paradosso” il piano strategico triennale. “E’ chiaro – ha motivato – che un piano strategico non può avere un termine temporale ma debba avere una visione più ampia”.

La discussione è durata un’ora e mezza. “E’ durata molto, e proprio perché di Città Metropolitana si parla poco e i cittadini non sanno cosa sia, me ne faccio un vanto – ha persino commentato Tognoli, che da mesi batte sul taso della nuova organizzazione degli enti locali -. Il mio obiettivo è solo la tutela dei valori del Consiglio Comunale. Un pungolo al Sindaco”.

D’accordo anche Pierre Blasotta del Movimento 5 Stelle che, andando più al sodo, ha sottolineato quanto sia “questione di organizzazione di carenza di democrazia”.

C’è tuttavia una “piccola” divisione di ruoli nel quale diventerebbe difficile districarsi: come fa Della Pepa a confrontarsi col Consiglio Comunale se la convocazione spetta al Presidente? Se l’è chiesto Ballurio, s’è astenuta sulla mozione tutta la maggioranza. Favorevoli i sei consiglieri di minoranza. La mozione, quindi, non è passata.

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