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Alberto Rostagno Rivarolo
Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo Canavese

IVREA. L’ospedale dove lo metto? Decideranno Piastra, Castello e Devietti?

E si ritorna, manco a dirlo, a dibattere del nuovo ospedale di Ivrea e del Canavese sulla scia dell’incontro in video conferenza, organizzato proprio per discutere di questo e tenutosi il 5 novembre scorso. Presenti i 16 sindaci del comitato ristretto e  l’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi.

Tra le possibilità di finanziamento indicate dall’assessore, oltre ai fondi dello Stato (già formalmente richiesti al Ministero) si ipotizza l’intervento finanziario diretto dell’INAIL o il partenariato pubblico-privato, ciò al netto di possibili futuri finanziamenti derivanti dal Recovery Fund o dal MES.

In verità, alcuni mesi fa, proprio l’assessore regionale, rispondendo ad un question time dei consiglieri regionali del Pd Alberto Avetta e Mauro Salizzoni aveva dichiarato che c’erano a disposizione 140 milioni di euro di fondi governativi per la realizzazione del nuovo ospedale dell’AslTO4 già inserito tra le priorità dei futuri progetti di edilizia sanitaria insieme ad Alessandria, Novara e Cuneo. 

Tanti ma non sufficienti, considerando che ce ne vorrebbero non meno di 300. 

Tutto bene? 

Più o meno, nel senso che per quanto i “16” si siano trovati a maggioranza  d’accordo nell’indicare l’area Ex Montefibre a Ivrea, la decisione su dove costruire l’ospedale la dovrà prendere l’assemblea e lì si va ai voti.

La speranza è che non si scateni l’ennesimo braccio di ferro tra eporediesi e canavesani capitanati dal sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno. Ed è infatti lui il primo a storcere un po’ il naso, sostenendo che l’area Montefibre  non sarebbe sufficiente per un edificio di 40 mila metri quadri ma solo per uno di 30 mila.

E si parla di 40 mila considerando che le linee guida nazionali impongono non meno di 200 metri quadri per ogni posto letto e si ipotizza un ospedale da 200 posti (dieci in più dell’attuale).

Di “rovescio” il sindaco di Bollengo Luigi Sergio Ricca. “Non è che gli ospedali hanno un solo piano  ribatte – La volumetria va spalmata in altezza… mi sembra ovvio….”.

Sempre Icardi ha poi richiesto che la futura area sia sicura da un punto di vista idrogeologico, sia collegata con mezzi pubblici e ci si sia spazio per futuri ampliamenti.

Ed eccoli qui gli ulteriori elementi a disposizione per chi vorrà far saltare il banco, a cominciare dai collegamenti, anche stradali. Pane e musica per i sostenitori dell’area di Scarmagno, negli ex stabilimenti Olivetti. 

La mediazione suggerita dallo stesso Icardi, e scritta nero su bianco in una relazione da proporre in assemblea, prevede la realizzazione del nuovo ospedale di Ivrea all’ex Montefibre, la ristrutturazione di quello storico, il mantenimento dell’ospedale di Cuorgné e la rifunzionalizzazione del nosocomio di Castellamonte a sostegno della medicina territoriale.

E’ del tutto evidente che se si indicheranno due o più siti e si lascerà all’assessore   Luigi Icardi  il compito di decidere sarà stato tutto tempo sprecato.

Da un punto di vista tecnico la soluzione ci sarebbe:  in vista dell’assemblea andare alla ricerca dei voti ottenendoli dai sindaci disinteressati, da Elena Piastra di Settimo Torinese, passando per Claudio Castello Chivasso o Loredana Devietti di Ciriè. 

Una volta, quando esisteva ancora la politica, si faceva così. Adesso boh….

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