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IVREA. L’ombelico del mondo

Stadio della Canoa

Per tre giorni Ivrea è tornata ad essere un luogo riconosciuto a livello mondiale. Stiamo ovviamente parlando della quarta prova, su cinque, della Coppa del Mondo di Canoa Slalom che ha visto convergere sulle sponde della Dora 240 atleti in rappresentanza di ben 31 nazioni provenienti da tutti i continenti.

Scriviamo questo articolo con ancora nelle orecchie il fragore del maestoso fiume e i gesti tecnici e di forza fisica delle atlete e degli atleti che gareggiano nella splendida cornice dello Stadio della Canoa con alle spalle lo skyline del centro storico della città.

Approfittiamo di questo spazio per ricordare con affetto un grande campione locale di questa disciplina sportiva, Marco Caldera, recentemente e prematuramente scomparso come è stato ricordato dal palco della presentazione dell’evento mondiale giovedi sera.

Questa tappa di Coppa del Mondo corona un impegno assiduo e costante da parte degli organizzatori e della Federazione che dura da decenni, ma non viene visto come un punto di arrivo, anzi; dopo l’assegnazione a Ivrea, già confermata, dei Mondiali junior e under 23 di Canoa slalom nel 2018, si punta decisamente ad una prossima edizione dei Mondiali assoluti: il massimo risultato raggiungibile.

Questa è la città che vorremmo vedere e vivere durante tutto l’anno, una città che ha delle potenzialità inespresse immense e che non riesce a scrollarsi di dosso un passato che l’ha resa ricca e conosciuta, ma che non potrà più tornare, almeno in termini di grande industria manifatturiera. Dopo averlo sentito ripetere più e più volte serve concretamente “elaborare il lutto”: non possiamo continuare a vivere di ricordi in maniera passiva, ma fare tesoro del nostro glorioso passato per proiettarsi verso un futuro che ora non si riesce ad intravedere. E’ quello stesso passato che ci indica come trovare la strada per andare oltre, innovare, aprire la mente, adeguarsi a tempi che cambiano repentinamente, cambiare, se necessario, le nostre abitudini, ricercare e promuovere la bellezza, guardare lontano con particolare attenzione alle nuove generazioni, tentare di volare alto non ponendo limiti alla creatività e alle nuove idee.

Se si vuole “volare alto” o almeno tentare di farlo servirà però rompere con decisione certi schemi mentali, certe stantie rigidità del potere per superare definitivamente una stagione politica e sociale ormai morta senza più perdere tempo, come invece sta accadendo, con vecchie liturgie di partito che rischiano di precludere ogni possibilità di ripresa e di rinascita. E mentre da noi ci si scanna per una poltrona nel frattempo in altri posti e in altri luoghi guardano avanti, anzi sono già avanti.

Intorno ad una manifestazione sportiva come quella della Coppa del Mondo di Canoa, tanto per rimanere nell’attualità, si sarebbero potute attivare tutta una serie di eccellenze del territorio, costruire programmi collaterali agli eventi sportivi, organizzare visite guidate alla città e ai suoi dintorni, agevolare momenti di incontro e di festa in grado di rendere gradevole ai numerosi ospiti, atleti, familiari, tifosi, ma anche ai cittadini eporediesi, questa tre giorni “mondiale”.

Per dirlo con una brutta locuzione, ma che rende l’idea, si sarebbe potuto/dovuto “fare sistema” distinguendosi per capacità di accoglienza e promuovendo le nostre bellezze sperando che tra i tanti forestieri transitati qui in questi giorni una buona parte di essi, magari fra un mese, magari fra un anno, non decida di ritornare per qualche giorno di vacanza. E di cose da offrire, proprio a partire dal fiume, ne abbiamo e molte, ma spesso sconosciute, inagibili, chiuse, abbandonate al loro destino; dal castello all’anfiteatro romano, dal MAAM alla Sinagoga, alla città medievale e via discorrendo.

Certo per fare tutto questo, o anche una minima parte, servirebbero delle politiche del turismo e dell’accoglienza, della cultura, dello sport, della manutenzione del patrimonio pubblico degne di una città con la storia e la bellezza di Ivrea, ma di tutto ciò non s’è vista l’ombra lungo tutto l’arco del mandato amministrativo dell’attuale Sindaco e della sua Giunta. Forse l’attuale amministrazione è stata troppo impegnata nel revocare ordinanze di divieto di vendita delle angurie dopo la mezzanotte, neanche fosse necessario il coprifuoco, oppure aprire l’ennesimo cantiere stradale, compresa via Dora Baltea, proprio in concomitanza con lo svolgimento della kermesse mondiale e se già oggi, a scuole ancora chiuse, il caos e i disagi regnano sovrani chissà cosa accadrà quando a chiudere sarà il ponte XXV aprile … altro che “volare alto”.

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