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Riccardo Condorelli

IVREA. Le aziende turistiche del Canavese deluse dal Decreto rilancio

Le aziende turistiche del Canavese fanno proprie le parole della nuova presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli che ha commentato la bozza di decreto elaborata dal Governo dicendo: “Per il turismo serve di più. Non possiamo nascondere di essere delusi per le misure contenute nel DL Rilancio”. Misure giudicate anche dalle realtà che fanno parte del Gruppo Turismo, Cultura e Sport del Canavese del tutto insoddisfacenti per salvare le aziende del settore dal collasso.
La preoccupazione è unanime da parte di tutto il Sistema Confindustria e dalle Associazioni di Rappresentanza del settore che stanno impegnandosi con l’obiettivo di ottenere modifiche in Parlamento nella fase di conversione in legge del DL. Tra queste anche Confindustria Alberghi che, in una lettera indirizzata a Governo e istituzioni, ha rimarcato il fatto che la bozza del Decreto Rilancio, se confermata, avrà ripercussioni gravissime e permanenti per imprese e lavoratori per questo, se non interverranno modifiche radicali, non sarà possibile riaprire le strutture.
Moltissimi i punti contenuti nel documento che non rispondono alle vere esigenze del settore, uno dei maggiormente colpiti dalla crisi economica derivata dalla pandemia da Covid-19.
Il settore del turismo in Canavese non può assolutamente fermarsi e noi abbiamo intenzione di lottare affinché ciò non avvenga”, dichiara Riccardo Condorelli, presidente del Gruppo Turismo Cultura e Sport di Confindustria Canavese. “Sono a rischio attività e posti di lavoro, il governo non può trascurare quello che solo fino a qualche mese fa era uno dei settori di rilievo del nostro Paese. Servono soluzioni concrete e provvedimenti chiari e immediati”. Un settore che in Canavese, prima della pandemia, era in pieno sviluppo e che stava incominciando a fare vedere risultati soddisfacenti. “Le aziende del territorio, come del resto tutte le aziende italiane, hanno registrato l’annullamento totale delle prenotazioni. Hanno bisogno di sostegno adeguato e di una vera e importante politica di rilancio dedicata specificatamente al settore. Noi non ci arrendiamo e chiediamo al Governo, alla Regione ed anche agli Enti locali di fare seriamente ognuno la loro parte con riferimento per le proprie competenze”.
In una lettera inviata ai Senatori e Deputati le aziende del settore rappresentate da Confindustria Piemonte evidenziano le carenze e le imperfezioni contenute nella bozza tra cui, in primis, la mancata iniezione di adeguata liquidità essenziale in questa delicatissima fase e che è adesso il vero freno per la riapertura.
Tra i punti critici il bonus vacanza che, così come è ipotizzato, viene giudicato assolutamente inutile: non è immaginabile che le imprese che attendevano un aiuto sulla liquidità diventino invece finanziatrici dello Stato facendosi carico del 90% del valore del bonus come anticipo da portare in compensazione tributaria a fine anno. Andrebbero poi totalmente stralciate le imposte relative a IMU, TARI e TASI per tutto il 2020 non avendo le imprese usufruito dei servizi relativi né utilizzato il bene strumentale su cui gravano; è necessario rivedere la soglia inserita di 5 milioni di fatturato per i contributi a fondo perduto che di fatto lascia fuori molta parte delle imprese del settore; bisogna poi risolvere il problema legato all’art. 42 del Cura Italia che stabilisce che il contagio da Covid-19 è infortunio sul lavoro. Urge poi sollevare i datori di lavoro dalla responsabilità in caso di infezione da Covid di un dipendente. Il rischio di contenziosi e cause infinite non può che frenare molte riaperture.
Ma per non limitarsi ad un approccio puramente critico, la Commissione regionale confindustriale di settore, a cui partecipa anche il Gruppo Turismo Cultura e Sport di Confindustria Canavese, ha redatto un documento dal titolo “L’Industria del Turismo in Piemonte, dall’emergenza alle strategie e ai progetti di rilancio e sviluppo” attraverso il quale, con il supporto fondamentale delle imprese associate, ritiene di poter contribuire fattivamente con proposte concrete nell’individuazione delle scelte e azioni fondamentali per sostenere e implementare una politica per il rilancio del comparto.

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