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IVREA. L’Apri di Bongi con gli studenti del Ciac

Giovedì 15 e venerdì 16 marzo il presidente dell’Apri Marco Bongi e la psicologa Sonia Allegro hanno incontrato quattro classi della sede Ciac di via Varmondo, ad Ivrea, per sensibilizzare i ragazzi sulle tematiche legate alla disabilità visiva.

Già lo scorso anno Bongi aveva proposto ai futuri parrucchieri un costruttivo momento di confronto su come si accoglie un non vedente nel proprio negozio, come presentare il lavoro al cliente e quali sono le tecniche giuste di accompagnamento.

Visto l’interesse riscontrato, in questo secondo anno si è pensato di far incontrare l’Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti non solo con i futuri acconciatori del primo e secondo anno, ma, anche, con gli alunni del terzo anno di Sala e Cucina.

Nella mattina di giovedì 15 molto interesse è stato dimostrato dagli allievi dell’indirizzo alberghiero che hanno appreso come si accoglie una persona con problematica visiva e come disporre il cibo nel piatto in modo da far sentire il cliente tranquillo e a proprio agio.

Venerdì 16 la psicologa Sonia Allegro ha coinvolto i futuri acconciatori in simulazioni d’accoglienza, prove di orientamento con il bastone bianco e momenti di sperimentazione sensoriale dell’udito o dell’olfatto.

Durante entrambi gli incontri sono stati proposti filmati e testimonianze.

Dice la direttrice Daniela Cappelletti: “Ho voluto ripetere questa esperienza anche in questo anno formativo, coinvolgendo più classi, perché ritengo che sia un’ottima occasione per le nostre allieve e i nostri allievi di venire a contatto con problematiche che si potranno presentare loro nella vita professionale. I nostri allievi si stanno preparando a diventare professionisti in settori dove il cliente è ”al centro”,  ed è importante porre la massima attenzione a tutte le tipologie di cliente”.

Dice il presidente Bongi:”È molto bello costatare come i ragazzi dimostrino spesso curiosità e interesse nei confronti della cecità. Al Ciac ho ricevuto tante domande, anche di natura personale, che mi hanno fatto comprendere che bisogna assolutamente proseguire lungo questa strada della sensibilizzazione scolastica. Anche i non vedenti infatti vanno al ristorante e si tagliano i capelli. Trovare professionisti sensibili e preparati farà sicuramente piacere ai futuri clienti disabili”.

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