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Franco Giorgio
Franco Giorgio di Laboratorio civico

IVREA. Laboratorio civico  chiede una revisione degli “Istituti  di Partecipazione” 

Il “Laboratorio civico” ha inviato la scorsa settimana all’Amministrazione comunale un documento sui “Patti di collaborazione”, redatto in seguito ad un seminario tenutosi il 28 gennaio con le associazioni titolari di Patti (che sono in verità abbastanza numerosi). Se non lo si è fatto prima è perchè  il Comune era impegnato su ben altre emergenze.

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Una recente sentenza della Corte Costituzionale, ribadisce che gli Enti del Terzo Settore hanno “una specifica attitudine a partecipare insieme ai soggetti pubblici alla realizzazione dell’interesse generale …  in quanto rappresentativi della ‘società solidale’.  È attraverso l’impegno delle associazioni di volontariato che è infatti possibile dare vita a forme di “amministrazione condivisa”, di grande valore per l’Ente Locale e per l’intera comunità, poiché consentono di affrontare problemi per la cui soluzione il Comune non ha spesso tutte le risorse necessarie. 

I Patti di Collaborazione per la cura e valorizzazione dei beni comuni, sono lo strumento di cui si è dotato il Comune di Ivrea, a partire dal 2014, per consentire la partecipazione dei cittadini alla gestione dei beni comuni della Città: aree verdi, edifici pubblici, luoghi di aggregazione.  Laboratorio Civico Ivrea ha organizzato un seminario di riflessione sulle numerose esperienze dei Patti di collaborazione attivati in Città ed ha formulato una serie di proposte indirizzate alla Amministrazione comunale per rilanciare questo prezioso strumento.  

In primo luogo, perché i Patti si realizzino nel modo più corretto e fruttuoso occorre un continuo e periodico confronto tra titolari dei Patti ed Uffici comunali, per consentire un monitoraggio continuativo sulla realizzazione del lavoro e per costruire una progettazione condivisa all’insegna della corresponsabilità.  Riteniamo inoltre che la definizione di un arco temporale di durata dei Patti di almeno tre anni, costituisca la prospettiva minima per poter elaborare progetti di adeguato respiro.

In secondo luogo, il Regolamento Comunale sui Patti prevede “Forme di riconoscimento per le azioni realizzate”: andrebbe attivata una azione di pubblicizzazione delle attività e dei risultati ottenuti con i Patti.

Molti sono gli interventi necessari per dare maggiore diffusione allo strumento dei Patti: la pubblicazione, in una sezione del sito del Comune, di tutti i Patti e dei materiali ad essi relativi; la definizione di una modulistica e di linee guida generali per i cittadini e le Associazioni che vogliano proporre la attivazione di un nuovo Patto; la individuazione di un referente politico sul tema dei Patti e della Partecipazione e delle risorse finanziarie e tecnico-amministrative, come ad esempio un ufficio preposto, finalizzate alla promozione dei Patti e di tutte le altre forme di partecipazione da parte della cittadinanza attiva. 

Un ulteriore tema che andrebbe affrontato è quello della co-progettazione. A seguito dell’approvazione del Codice del Terzo Settore del 2017, sono ora individuate le modalità per attivare percorsi di co-progettazione tra Amministrazione, cittadini ed associazioni. I tempi sono maturi per avviare, anche ad Ivrea, sperimentazioni di co-progettazione per occuparsi di problemi oggi difficilmente affrontabili con le più consuete prassi amministrative: pensiamo ad esempio alla progettazione dell’utilizzo degli spazi del Castellazzo o alla gestione di Spazio Arte Giovani; entrambi sono ad oggi inutilizzati e potrebbero essere reinventati attraverso percorsi di co-progettazione con gruppi informali ed associazioni giovanili.

In conclusione, l’insieme di questi temi, richiederebbe una complessiva revisione del “Regolamento comunale degli Istituti di Partecipazione”, datato 2002, e che andrebbe aggiornato per renderlo più adeguato a sostenere le esperienze più avanzate di partecipazione. 

Laboratorio Civico Ivrea    

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