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IVREA. La lingua e le immagini: Gianni Brera a fumetti

Il museo civico P.A. Garda di Ivrea propone ancora un’iniziativa a completamento e integrazione alla mostra “Piccoli tasti, grandi firme” in corso presso il Museo Civico P.A. Garda di Ivrea.
Sabato 12 ottobre alle ore 17,00, l’appuntamento presso il museo prevede la presentazione di un libro a fumetti dedicato al genio e alla vita di Gianni Brera, il giornalista sportivo che, applicando la letteratura al linguaggio giornalistico, inventò un linguaggio nuovo, insieme ludico e narrativo.
Autore del testo e delle immagini è il lodigiano Alessandro Colonna, che ha illustrato la vita del grande giornalista nel centenario della nascita avvalendosi del contributo narrativo del giornalista Francesco Dionigi e del professor Andrea Maietti, con i contributi di Marco Pastonesi, Claudio Rinaldi, Giorgio Terruzzi. Il libro è pubblicato da PMP Edizioni.
Nel libro “Gianni Brera ha cent’anni 1919-2019”, Brera viene ritratto proprio nel momento in cui si racconta a Maietti, il professore che il giornalista aveva individuato quale suo biografo ufficiale.
Le tavole ripercorrono i momenti della lunga intervista-diario che Brera rilasciò a Maietti il 17 dicembre 1992, due giorni prima di trovare la morte nel drammatico incidente sulla strada che collega Codogno a Casalpusterlengo.
Nella sintesi di quella chiacchierata c’è tutta “l’anima” di Brera: la sua origine padana (“Io sono nato nella Bassa….io sono la Bassa”), la vocazione per la scrittura (“già a tredici anni sapevo che sarei diventato un “raccontista”), la passione per il calcio ma anche quella per la boxe, gli studi classici, la guerra da paracadutista, le prime collaborazioni giornalistiche fino alla direzione della “Gazzetta dello Sport”, l’inizio della vecchiaia (“sentirsi consumare piano piano e non essere inutile del tutto”)».
Nel 1956 “Il Giorno” rivoluziona il mondo della carta stampata. In una costellazione di giornalisti, Brera guida la redazione sportiva da dove esce l’inserto del lunedì, che fa impennare le vendite.
E’ sufficiente soffermarsi su una delle tavole di Colonna per cogliere tutto il fascino e la possenza del personaggio: un giornalista e un motociclista del “Giorno” al seguito del Giro d’Italia, il nome delle testata orgogliosamente inalberato sul mezzo e impresso sulle tute. La tuta come una divisa, parificava chi scriveva a chi trasportava. Rievoca Pastonesi: “Penso agli inviati al Giro d’Italia che indossavano tute simili a quelle dei motociclisti, si partiva per il Giro come se si partisse per la guerra, si tornava dal Giro diversi, provati, felici”.
Una sezione del testo è dedicata agli amici, ai campioni, ai prediletti, ai bersagli di Brera, agli eroi e ai dimenticati. Da Fausto Coppi, l’immenso Airone, a Francesco Agello, pilota di idrovolanti, per arrivare al ciclista Anselmo Morandi e a Eugenio Castellotti, sfortunato pilota automobilistico.
La presentazione del libro non può che essere un ulteriore invito a visitare la mostra, che resterà allestita fino al 31 dicembre, e che nella ricchezza dei materiali esposti comprende anche i cimeli di Gianni Brera: l’inseparabile pipa, i taccuini per gli appunti (Brera ne usava uno per ogni partita o giornata di Olimpiadi) e naturalmente una delle sue macchine per scrivere, che non poteva che essere una Olivetti!

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