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valter martinetti della Genco srl

IVREA. Ipermercato fermo ad un palo?

Da una parte c’è la società Genco srl di Valter Martinetto seriamente intenzionata a costruire un iperstore, quasi davanti alla stazione, dall’altra c’è il Comune che non glielo vuole far fare. Poi c’è Genco che denuncia tutto al Tar e chiede 4 milioni di risarcimenti, infine il giudice Carlo Testori che accoglie il ricorso (in sostanza dà ragione all’impresa) e invita le parti a sedersi intorno ad un tavolo alla ricerca di una soluzione entro 90 giorni “in uno spirito di reciproca e leale collaborazione …”.

Bene! L’incontro c’è stato lo scorso 22 novembre alla presenza dei legali di entrambe le parti.

L’incontro c’è stato ma la soluzione ancora non la si è trovata.

Restano infatti sul tavolo una lunga serie di interpretazioni e di cavilli urbanistico-burocratici che nella sostanza impediscono la realizzazione di un intervento che pure avrebbe una cospicua componente di utilità pubblica, con la realizzazione di nuova viabilità, di percorsi collegati al Museo a cielo aperto del MAAM e della stessa candidatura Unesco, di riordino di fermate degli autobus oggi a rischio di sicurezza.

Se ne è parlato anche di recente nell’ambito della Commissione Assetto del Territorio su richiesta del Consigliere Alberto Tognoli al Presidente Paolo Bertolino. E il dibattito si era concentrato anche sulla dichiarata disponibiltià di Genco srl ad acquistare il parcheggio dell’Olivetti Multiservices mettendolo a disposizione del pubblico.

In ballo c’è un investimento da 14 milioni di euro, di sicuro il più grande che Ivrea abbia visto negli ultimi anni.

Parliamo di un’area di 13.500 metri quadri, tra corso Nigra e via Di Vittorio,  proprio davanti al Movicentro, all’interno della quale si prevede la demolizione di due fabbricati, tra cui l’ex casa Molinario (che un tempo ospitava il centro prenotazioni unico dell’Asl To4), la realizzazione di un parco urbano di 1.300 metri quadri con tanto di percorso ciclo pedonale, una nuova piazza di fronte alla stazione e varie modifiche alla viabilità, non in ultima due rotonde. S’aggiunge, evidentemente, l’Iperstore di  2.500 metri quadri.

Valter Martinetto, titolare della Genco srl, e i curatori del progegetto (lo Studio Casalatina) ne fanno una questione economica (solo per Casa Molinario hanno speso 750 mila euro), ma anche di diritto, non foss’altro che il nuovo fabbricato pareggerebbe i conti con i due vecchi edifici da abbattere pari a 12.676 metri cubi. “Tradotto il tutto in metri quadri – ci avevano spiegato – si andrebbero ad utilizzare appena 4.814 metri rispetto ai 6.754 consentiti dal piano regolatore…”.

Con in una mano le cartine e nell’altra la delibera del consiglio regionale del 2012 sulla programmazione urbanistica del commercio al dettaglio, non hanno dubbi.

“Noi siamo in A3 e non in A1” avevano sottolineato. Essere in A1, cioè in centro storico, significa non poter fare quasi nulla, ma l’essere in A3, al contrario, permette quasi tutto, compreso la costruzione di un negozio con una superficie di 2.500 metri quadri.

E invece il Comune aveva detto “no” addirittura due volte. Al primo, che faceva riferimento ad un’operazione di “variante semplificata al piano regolatore” ne è infatti seguito un secondo, sulla base di una memoria tecnica, inviata da Genco a sostegno della legittimità, della congruità e della completezza degli elaborati presentati.

“E’ una questione tecnica   aveva sottolineato  l’assessore Giovanna Codato Molto in sintesi, la legge regionale consente in deroga al piano regolatore, l’apertura o l’ampliamento di un’attività commerciale ma solo se non esistono terreni idonei da un’altra parte. In questo caso ce n’è uno verso Burolo, dalle parti del carcere… ”.

Che è pero come dire a uno che si è comprato un terreno per costruirsi la casa che lì non la può fare e deve andare a sbattere la testa da un’altra parte.

Sempre Codato aveva però anche aggiunto: “Considerando quel che si prevede nei progetti, forse si sarebbe dovuto imbastire un accordo di proramma di pubblica utilità, anzichè una variante semplificata, ma tant’è!…”.

Ed è probabile che si andrà in questa direzione, escludeno fin da adesso l’ipotesi di ricorso alla nuova Variante al piano regolatore i cui tempi di approvazione proprio non si conosono, ma sarebbero comunque non compatibili con le esigenze di mercato per chi deve pensare di investire.

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